Pd, la segreteria in discussione
PAVIA. Pd, dopo la sconfitta si apre il dibattito. A 360 gradi. Ieri c'è stato un primo vertice dell'esecutivo provinciale. Aperto e subito chiuso. la discussione potrebbe essere pesante per un partito in ginocchio. A livello nazionale, ma anche locale. A Pavia Albergati ha ottenuto un modesto 35 per cento. Ma, quello che appare più grave, sono stato perse roccaforti storiche come Cilavegna, Siziano e Sannazzaro. «Credo che al congresso si dovrà parlare del rinnovo dei vertici», dice all'uscita della riunione Fabio Amodio. Secca la replica del segretario Giuseppe Villani: «Non sono attaccato alla sedia».
«Lunedi alla riunione della direzione provinciale si dovrà iniziare a parlare di quello che è successo nei paesi. Senza giri di parole bisogna ammettere che non solo abbiamo perso, ma abbiamo perso male». A parlare e Fabio Amodio, di San Martino, dove il centrosinistra - diviso - ha perso ancora. «In realtà ci sono comuni dove abbiamo strappato il sindaco al centrodestra, come a Marcignago, o dove abbiamo tenuto, come a Cava Manara, perché la gente ha un buon giudizio dell'amministrazione. Ma - prosegue Amodio - sono state autentiche follie a San Martino e a Sannazaro. E quando perdi in un Comune come Cilavegna, dove si amministra dal 1976, devi farti tante domande. Per queste ragioni credo serva un congresso del rinnovamento. Non può finire, io l'ho detto all'esecutivo, a tarallucci e vino».
Meno diretto, ma non meno critico, è Carlo Porcari, capogruppo Pd al consiglio regionale: «Si deve aprire una discussione nazionale, perché il Pd deve ridefinire la sua strategia politica. Dopo questo voto bisogna archiviare la politica della quasi autosufficienza, perché con Di Pietro siamo alleati, e bisogna tornare alle alleanze. In Lombardia c'è un problema in più perché, anche se ci alleassimo con tutte le opposizioni saremmo minoranza». Sulla sconfitta pavese Porcari fa risalire i problemi alla fine dell'amministrazione Capitelli. «Lei si è assunta le sue colpe, ma le responsabilità sono più diffuse. A cominciare da un personaggio come Ettore Filippi, che è un abile calcolatore e ora rappresenta un problema per il nuovo sindaco. Ma le responsabilità sono anche di chi, a sinistra, ha fatto la stampella a Filippi facendo cadere la Capitelli e oggi non è neppure rappresentato in consiglio comunale. Infine le responsabilità sono anche di chi ha retto politicamente il partito e non è riuscito a evitare la fine anticipata dell'amministrazione».
Il segretario provinciale Giuseppe Villani si dichiara prontissimo ad aprire un dibattito serio e approfondito: «Io sono sempre disponibile, anche se credo che il problema sia soprattutto di carattere generale. E' però evidente che il progetto politico del Pd va ridiscusso. Io credo sia ancora valido. In provincia di Pavia abbiamo, grosso modo, ottenuto lo stesso risultato di tutto il nord ovest». Villani sottolinea che si entra in una fase congressuale: «Io, comunque, non mi tiro indietro, è giusto verificare eventuali responsabilità politiche. Nel dibattito coinvolgeremo tutti i circoli, gli iscritti e anche i simpatizzanti che hanno votato alle primarie. Non credo sia nemmeno giusto cercare capri espiatori, in ogni caso non sono certo legato a una sedia». Il segretario cittadino Antonio Ricci è preoccupato: «Sto studiando il risultato del voto. Indubbiamente è una sconfitta, ma credo si debba riflettere sul futuro. Devo dire che da quando è nato il Pd siamo subito stati impegnati in due competizioni difficili, prima le politiche, poi le amministrative. Credo che adesso si debba lavorare. La scelte di Albergati? Credo che in questo contesto, dopo la caduta della giunta Capitelli non avrebbe vinto nemmeno Obama». (c.e.g.)