«No al reato di clandestinità» Il Csm: paralizzerà i tribunali
ROMA.Il reato di clandestinità lede i diritti fondamentali dei migranti e dei loro figli, dalla salute all'istruzione. Fa carta straccia della convenzione internazionale sui bambini che rischiano di diventare facile preda di adozioni illegali e altri traffici illeciti. E provocherà «la totale paralisi di molti uffici giudiziari», con «pesanti ripercussioni» sulle già sovraffollate carceri, senza riuscire nell'intento di fermare la circolazione degli irregolari nel paese. È lapidario e fonte di nuovi attriti fra maggioranza e opposizione il parere emesso dal Consiglio superiore della magistratura - con l'astensione dei laici del Pdl - sul pacchetto sicurezza.
La pronuncia del Csm messa a punto dalla sesta commissione arriva nello stesso giorno in cui l'Anm è tornata ad attaccare il governo sulle intercettazioni. E a sedare le polemiche non è bastato il passo del documento in cui si legge che se «il Parlamento è sovrano» al Csm spetta il compito di «collaborare lealmente segnalando le ricadute che i provvedimenti avranno sugli uffici giudiziari».
Contro l'atto del Csm, considerato «l'ennesima invasione di campo», si è subito scagliato il Pdl. «Un'uscita sconcertante», l'ha definita il presidente del gruppo al Senato Maurizio Gasparri mentre il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha parlato di un intervento «ad alto tasso di ideologizzazione» che sembra ignorare «il messaggio con il quale il capo dello Stato, che del Csm è presidente, appena 24 ore fa invitava la magistratura a non operare strappi negli equilibri istituzionali».
Dal Partito democratico replica la senatrice Anna Finocchiaro. «È un parere pienamente legittimo che conferma tutte le nostre preoccupazioni e la contrarietà al provvedimento. Spiace che la destra non si arrenda e si scagli contro il Csm, strumentalizzando persino le parole di Napolitano, pur di difendere un provvedimento, inadeguato, inefficace, incivile e demagogico», ha detto la Finocchiaro. «Un provvedimento inutile - le fa eco il capogruppo dell'Idv in commissione giustizia al Senato, Luigi Li Gotti - che intaserà i tribunali con migliaia di processi che potrebbero costare ai cittadini più di 500 milioni di euro».
Il dibattito in seno al plenum si era aperto ieri con l'assenso del Presidente della Repubblica che, tuttavia, ha contestualmente ribadito al consiglio l'opportunità, già espressa con una lettera del 5 giugno, che la formulazione dei pareri sui disegni di legge in discussione in Parlamento «sia più tempestiva».(n.a.)