IMPUNITÀ A FIOR DI CRIMINALI È UN COLPO ALLA SICUREZZA
Nominiamo ministro... Penelope. Quella che di giorno tesseva e la notte disfaceva. In tema di sicurezza, infatti, il Governo si comporta cosi.
Da un lato, per tutelare la sicurezza, si invoca la «tolleranza zero», si impiega l'esercito nelle strade, si ordina alla flotta di respingere in Libia i migranti in cerca di sopravvivenza, si pretendono ronde di salute pubblica.
Nello stesso tempo si vuole imporre una nuova disciplina delle intercettazioni che è un siluro sotto la linea di galleggiamento della sicurezza dei cittadini.
Con una mano si alzano muri (magari di cartapesta) e con l'altra si smantellano i veri bastioni della sicurezza, cioè le intercettazioni. Proprio come Penelope!
L'esperienza di una qualunque procura dimostra che ogni giorno fior di criminali vengono individuati, e molte persone innocenti sono scagionate da false accuse, grazie alle intercettazioni. La nuova disciplina lega le mani agli investigatori.
Ciò significa (e non c'è trucco che possa cancellare questa verità) garantire impunità o quasi a fior di delinquenti che non siano mafiosi o terroristi ma «soltanto» assassini, rapinatori, estortori, stupratori, pedofili, bancarottieri, corruttori, usurai, sfruttatori di prostitute, trafficanti di droga e via elencando. Semplicemente assurdo.
Ancor più assurdo se a pretendere o sostenere la riforma, accettando una sicura catastrofe per la loro e la nostra sicurezza, sono proprio coloro che un giorno si e l'altro anche strillano che non se ne può più di vivere cosi insicuri.
Per capirci, supponiamo che un ministro dica all'ordine dei medici: voi avete a disposizione le radiografie, ma da domani si cambia, tornate alle sanguisughe e accontentatevi di quelle. Se mai succedesse qualcosa del genere, si ribellerebbero all'istante non solo i medici, ma tutti i cittadini italiani. Nessuno, leghista o democratico di sinistra, finiano o berlusconiano, consentirebbe a chicchessia di giocare con la sua pelle. Ci sarebbero tumulti di piazza in ogni dove.
Spostiamoci dalla sicurezza sanitaria a quella sociale. Le intercettazioni sono vere e proprie «radiografie giudiziarie» che consentono di vedere in profondità dentro i fatti da punire. Con la riforma è come se il Governo dicesse ai magistrati e alle forze dell'ordine: scordatevi le intercettazioni, roba troppo moderna, tornate alle «soffiate» dei confidenti.
Non c'è propaganda che possa negare una verità assoluta: consentire le intercettazioni soltanto quando vi sono indizi di colpevolezza «gravi» (la sostanza non cambia scrivendo «evidenti») significa che di fatto le intercettazioni saranno possibili soltanto in rari casi e che un esercito di delinquenti (molti, molti più di oggi) riusciranno a farla franca. Sembrerebbe che i cittadini siano vittime di una qualche malefica ipnosi, perché se si trattasse di sicurezza sanitaria protesterebbero, eccome!
Invece per le intercettazioni gli italiani se ne stanno buoni buoni: senza accorgersi che c'è chi predica la sicurezza e produce invece soltanto insicurezza.