Tremonti, non ci sarà una stangata
LUSSEMBURGO.La prossima Finanziaria non sarà una stangata. Parola del ministro dell'economia, Giulio Tremonti, che cerca di fugare ogni timore legato all'innalzamento del deficit, destinato a tornare sopra il livello di guardia a fine anno. Con la Commissione europea pronta a proporre una procedura di infrazione: del resto, sottolinea il ministro, solo due Paesi dell'Ue non sforeranno la fatidica soglia del 3% al termine del 2009.
Nessuna preoccupazione, dunque: «Bisogna aspettare solo che finisca la crisi». Tremonti siede al tavolo dell'Ecofin forte di un successo elettorale del governo italiano per il quale - racconta - i colleghi europei gli hanno fatto i complimenti. In Europa «siamo l'unica coalizione di governo che esce confermata e rafforzata da queste elezioni europee», afferma il ministro, per il quale i numeri, soprattutto quelli delle amministrative, parlano chiaro e dimostrano che il centrodestra italiano esiste. «Mentre - aggiunge - si è prodotto un effetto devastante all'interno di quel che resta della coalizione che si confrontava con noi».
Tremonti rivendica quindi i successi della sua azione anticrisi: «Abbiamo cercato di stabilizzare i conti pubblici, di tenere insieme il Paese in termini di coesione sociale e di tenere aperti i canali del credito verso il sistema delle imprese. E gli italiani hanno approvato».
Cosi come approva l'Europa: «Abbiamo buoni numeri rispetto al resto dell'Ue, e tutti lo riconoscono. La nostra posizione è considerata seria e viene stimata. E tutti i documenti ufficiali dell'Ocse, della Commissione Ue, dell'Fmi e di tutte le altre istituzioni internazionali dicono che l'Italia ha fatto la politica più appropriata nel gestire la crisi».
Per questo per Tremonti in materia di conti pubblici non c'è nulla da temere. Anche di fronte all'invito della Commissione Ue e dell'Ecofin - rivolto a tutti gli Stati membri - di cominciare a pensare ad una «exit strategy» dai deficit eccessivi, cogliendo al volo la ripresa che dovrebbe arrivare dal 2010.
E Tremonti è d'accordo: «Fare più deficit non è la soluzione. Piuttosto dobbiamo usare le risorse già a disposizione, che sono tantissime».
«Noi - rivendica - abbiamo fatto una Finanziaria triennale giusta senza assalti alla diligenza, facendo il possibile per non lasciare indietro nessuno». Dunque, dalla prossima manovra di bilancio non c'è da aspettarsi alcuna sorpresa: «La novità di solito era la stangata. Ma anche questa volta con noi non ci sarà stangata».
Capitolo paradisi fiscali. Il titolare di via XX settembre rivela che lo scorso 22 maggio l'Italia ha inviato al governo elvetico una lettera «per chiedere se non ci siano soggetti italiani che usano società schermo collegate ad altre società in paradisi fiscali». E, aperto il dossier con la Svizzera, presto si aprirà anche quello col Lussemburgo. «Gli accordi che ci sono non vanno bene», sottolinea il ministro, spiegando che la Commissione europea lascia agli Stati la sovranità in materia fiscale.