Vigevano, il Carroccio pensa al sindaco


VIGEVANO.Il Carroccio fa il pieno di voti in città, raddoppiandoli rispetto alle europee del 2004, e crescendo anche rispetto alle politiche del 2008. Il prossimo sindaco di Vigevano sarà leghista? Sorride, sentendo la domanda, il segretario della Lega Nord, Angelo Buffonini: «Abbiamo un anno di tempo, e da qui a un anno in politica molto può cambiare. Per le comunali, tutti i giochi sono ancora aperti e bisogna ragionare con il buonsenso». Da tempo in città si parla dell'assessore Andrea Sala come possibile candidato sindaco per la città ducale. Dopo il successo del Carroccio a Vigevano, più che in altri Comuni, l'ipotesi diventa qualcosa in più. «Oggi non so dire se avremo noi il candidato sindaco - sottolinea Buffonini - indipendentemente da quello che succede a Pavia. Certo che vorrei averlo per la Lega Nord il candidato sindaco, ma non decidiamo solo noi». La Lega, alla sua nascita, veniva bollata come un movimento di protesta, poi è diventata ed è forza di governo, sempre più determinante per gli equilibri nel centrodestra. «C'è ancora un anno - aggiunge Buffonini - ragioniamoci sopra. Noi siamo sempre stati un partner leale. E' chiaro che gli equilibri si sono modificati, ma non significa che saranno poste delle pregiudiziali. Credo che finalmente sia stato raccolto dagli elettori quello che la Lega Nord sta seminando da tempo. La Lega è sulla strada buona, sicuramente la battaglia sulla sicurezza è il primo punto del nostro programma che gli elettori hanno apprezzato, ma siamo stati premiati anche per il federalismo. La nuova battaglia sarà incentrata sul lavoro e sulle gabbie salariali». Carmelo Tindiglia, medico, è il responsabile dell'Italia dei Valori a Vigevano e siede in consiglio comunale con il gruppo di Uniti nell'Ulivo. Anche la lista di Di Pietro, in città, ha aumentato i consensi: ha preso il 6,2% (1.882 voti), alle politiche del 2008 aveva il 3,4%. «I dati parlano da sé - dice Tindiglia - siamo il quarto partito in Italia, il secondo partito dell'opposizione. E' il momento di parlare all'elettorato della Lega Nord e del Pdl: dobbiamo essere più convincenti verso di loro. Il motivo per cui abbiamo ottenuto questa affermazione è che abbiamo un programma serio. E spero si capisca che non può esistere un'opposizione a Berlusconi con partiti divisi, basta con i personalismi». E rispetto al Pd? «E' scontato che bisogna parlare con il Pd. Individuare un candidato sindaco che con questi numeri pensi di vincere l'anno prossimo è difficile, ma quello che complica la situazione oggi a Vigevano è la divisione a sinistra, il litigio dei movimenti con il Pd. Forse è il caso che qualcuno faccia un passo indietro per il bene comune, perché un soggetto credibile si può costruire. Bisogna crederci».
Domenica sera, la prima sezione che ha presentato i risultati, è stata quella della frazione Morsella, dove il coordinamento Vigevano Sostenibile sta conducendo da molti mesi una dura battaglia contro la centrale elettrica a olio di palma. Un progetto targato centrodestra che, alla Morsella, ha fatto il pieno di voti: 24,6% la Lega Nord, 39,9% il Pdl. «Stiamo parlando di elezioni europee non di comunali - commenta Silvano Migliavacca, vicepresidente di Vigevano Sostenibile - e noi siamo apartitici. Io alle europee ho votato un partito che non voterei mai alle comunali. Ed è comprensibile che in un momento di crisi, con un forte problema di immigrazione, gli italiani puntino alla conservazione di quello che hanno. Succede in tutta Europa. Non ci vedo però alcuna chiave di lettura sulla centrale. Alle comunali sarà tutt'altra musica».

Denis Artioli