Piscina addio, in viale Resistenza non si apre
PAVIA. Apertura sempre più lontana per la piscina di viale Resistenza. A meno che la nuova amministrazione, praticamente come primo atto all'insediamento, non trovi una soluzione in extremis. Se gli scorsi anni l'apertura avveniva perchè un dirigente si assumeva eventuali responsabilità, quest'anno pare che l'Asl abbia anticipato un giudizio radicalmente negativo. Per i pavesi sarebbe un brutto colpo, perchè la vasca di viale Resistenza, pur con i suoi limiti, è l'unico impianto pubblico della città. Almeno è l'unica piscina aperta, con sdraio, lettini e ombrelloni.
I problemi della piscina di viale Resistenza sono legati alla sua vetustà e al fatto che venne costruita con criteri oggi non più condivisibili, nè utilizzati. In particolare, la vasca da 25 metri ha una profondità notevole. Questo significa una grande massa d'acqua che mette alla frusta qualsiasi impianto di depurazione. Intorno alla vasca, poi, originariamente venne realizzata una cornice rialzata di cemento, mentre le leggi in vigore oggi prevedono che il pelo dell'acqua sia 'a raso", cioè allo stesso livello dei bordi.
Oltre a questi vi sono stati, e vi sono, molti altri inconvenienti. Tanto che negli ultimi anni, puntualmente, riaprire la piscina significava, per il Comune, reperire somme comprese tra i 50.000 e i 100.000 euro per mettere questa o quella 'pezza" che consentisse un compromesso con le autorità incaricate di vigilare sulla salubrità e sulla sicurezza dell'impianto.
Quest'anno, stando ad alcune anticipazioni, l'Asl non avrebbe intenzione di concedere deroghe. Anche se, alcuni giorni fa, il sub commissario prefettizio, Carolina Bellantoni, ha garantito che un gruppo di lavoro sta esaminando la questione alla ricerca di soluzioni.
In attesa di una risposta definitiva sull'apertura o meno, continua a funzionare la piscina coperta di via Folperti. Anche se quest'impianto, per le sue caratteristiche, è destinato a chi pratica il nuoto piuttosto che a chi va in piscina per cercare ristoro dall'afa.
Per scongiurare ulteriori e future aperture con suspence, occorrerà attendere almeno sino alla prossima estate. Le piscine dell'università, al Cravino, per quella data dovrebbero essere pronte. Ed è molto probabile che il Comune, in attesa di un impianto proprio, cerchi di stipulare una convenzione con l'ateneo. Per quanto riguarda il Mezzabarba, invece, esiste un progetto per la realizzazione di un complesso in via Tibaldi. Si tratta di un impianto che comprenderebbe vasche all'aperto e coperte, da realizzare con la formula del project financing, ossia della collaborazione tra il pubblico e un privato.