Fermi al 2,4 Bene a Milano

MILANO.Stanno fuori, tra i piccoli che in Europa non ci andranno. La chiamata al voto dei radicali, con annesse accuse alla tv di Stato per non aver dato spazio informativo, non ha dato i risultati sufficienti per volare a Strasburgo. Cosi, l'effetto mannaia del 4%, la soglia introdotta quest'anno, ha tolto ogni speranza. La Lista Bonino ha ottenuto 743.273, pari al 2,4%. Ma Marco Pannella ed Emma Bonino hanno fatto il pieno proprio nella città del premier: Milano. I radicali sono infatti risultati, in totale controtendenza, il quinto partito più votato dai milanesi. Col 5,45 per cento e 33.931 voti si sono assestati subito dopo l'Italia dei Valori ma davanti all'Unione di Centro e alle due liste della sinistra radicale, crescendo di oltre un punto percentuale rispetto al 2004.
Pannella e Bonino, che hanno fatto lo sciopero della fame e della sete nei giorni precedenti alle elezioni, hanno ottenuto un ottimo risultato anche a Firenze. Entrambi ringraziano tutti i fiorentini che hanno scelto le liste radicali per il Parlamento europeo facendole sfiorare il 5% in città. «Ai 10.496 fiorentini che hanno deciso di dare forza all'unica vera alternativa al sessantennale regime partitocratico», si legge in un comunicato dei parlamentari radicali toscani Donatella Poretti, Matteo Mecacci e Marco Perduca, «chiediamo di rifiutare la falsa riforma elettorale del referendum Gazzetta e diamo appuntamento dal 26 al 28 giugno a Chianciano Terme per il rilancio del Progetto della 'Rosa nel pugno"».
Ma il risultato, anche se non ha fatto ottenere alcun seggio europeo, fa riflettere. «Il nostro obiettivo è mandare a casa la partitocrazia», sottolinea Massimiliano Iervolino, presidente del Comitato referendario di liberazione 'Ernesto Nathan" e membro della direzione di radicali italiani. «La Lista Pannella-Bonino ha ottenuto ottimi risultati; il 3% alla Regione Lazio, il 3,5 alla Provincia e il 4% al Comune di Roma», dice «il voto espresso dai cittadini è importante e legittima la nostra raccolta di firme sugli otto referendum in Lazio. Voglio anche ricordare che questi quesiti sono inerenti a problematiche che negli ultimi dieci anni, né il centro destra, né il centrosinistra hanno saputo risolvere».(r.r.)