Il Derthona chiude per Daddi

TORTONA.Si sta delineando l'assetto tecnico e societario del Derthona in vista della prossima stagione. Scelto l'allenatore, che sarà il torinese Paolo Diliberto, al Rivoli all'inizio dell'ultimo campionato, ora le attenzioni sono rivolte alla formazione della squadra e alla compagine societaria. Sul primo fronte, la selezione dei giocatori adatti sarà effettuata in base alle esigenze tattiche: «Nella mia auto ho un sacco di fogli su cui, insieme al mister e al direttore generale Francesco Musumeci, abbiamo tracciato il possibile identikit della squadra», rivela il nuovo patron Massano, che per ora ha confermato l'arrivo del centravanti Daddi dall'Acqui, giocatore già noto a Diliberto che lo ha gestito con profitto in passato, e assicurato la conferma di Incontri per il centrocampo. In società invece l'obiettivo è una partnership paritaria tra Massano, che avrà la carica di presidente, e Gianluca Barabino. Il dentista artigiano ha rilevato il 50% delle quote dallo stesso Barabino, il quale ora è in possesso del 5% residuo e rastrellerà le quote tra i soci di minoranza: «Ma se arriveranno nuovi soci le porte sono comunque aperte, purchè vi sia unità di vedute e disponibilità a condividere il nostro progetto». Per Massano, che ha gestito negli ultimi anni diverse società calcistiche in Piemonte, Tortona è un punto di arrivo o un passaggio? «Io vorrei che fosse un punto di arrivo - ha specificato il presidente - In passato ho lavorato in diverse piazze in cui è stato difficile fare calcio, Tortona ha una tradizione diversa e mi stimola. Ho conosciuto Barabino tramite Musumeci, ero in predicato di venire a Tortona già in passato, all'epoca del passaggio di consegne tra Valsorda, Rossi e Icardi, ma la situazione era troppo confusa. Barabino mi ha confessato di essere intenzionato a mantenere la proprietà della società, ma di averla acquisita per ragioni non strettamente sportive, e di avere quindi bisogno di una persona competente di calcio da affiancare alla gestione. Ho dato la mia disponibilità e ottenuto la possibilità di lavorare come intendo: mi pare la prima garanzia per un mio impegno duraturo».
Stefano Brocchetti