Longobardi, quasi un saluto
PAVIA. Il loro futuro è incerto, ma entrambi hanno le idee chiare: vogliono giocarsi le loro chance, l'uno per tentare di sfondare in una categoria superiore, l'altro per confermarsi titolare. Per Giovanni Longobardi e Marco Serena, l'attaccante arrivato a gennaio e il portiere voluto dall'allenatore Amedeo Mangone in prima persona, il prestito scade a fine mese. Il loro destino dipende soprattutto dalle società di appartenenza: il Catania nel caso di Longobardi, il Piacenza in quello di Serena. La punta difficilmente resterà al Pavia, per quanto riguarda il giovane estremo difensore, invece, tutto è ancora da vedere: di sicuro lui vuole giocare, non s'accontenterà di fare la riserva.
«Devo ancora sentire il Catania e il Pavia - dice Longobardi - ma credo che sia difficile che io rimanga in azzurro, dove comunque mi sono trovato benissimo. Ho ancora due anni di contratto con il Catania e vorrei giocarmi le mie possibilità, magari salendo in Prima divisione per tentare di dimostrare di cosa sono capace: fare una stagione con 13-14 gol mi consentirebbe magari di rientrare al Catania. A Pavia in ogni caso l'esperienza è stata ottima: ho incontrato persone serissime, cosa difficile da trovare nel nostro ambiente, alla fine ci siamo salvati e anche io ho dato il mio contributo, soprattutto nelle ultime gare. Purtroppo ho avuto sfortuna, sono incappato in guai fisici ma ho sempre dato il massimo e diverse volte sono sceso in campo pur non essendo al cento per cento. Comunque l'importante è che ci siamo salvati, a un certo punto del campionato sembrava veramente dura».
Anche il rapporto con il tecnico Mangone è stato molto positivo. «E' stato confermato? Mi fa piacere. Con il mister mi sono trovato bene fin dal primo momento - spiega Longobardi - sa capire i giocatori, è per il dialogo e se parli chiaramente, se può ti viene incontro».
Se Longobardi spera di fare il salto in Prima divisione per dimostrare di valere ancora l'attenzione di un club di serie A come il Catania, per Marco Serena la scommessa consiste nel continuare a giocare da titolare, dopo il primo anno come numero 1 proprio al Pavia nella stagione appena terminata (in precedenza aveva fatto panchina nella Pro Sesto).
In alcune dichiarazioni mister Mangone, che l'ha voluto al Pavia, ha detto che tra gli acquisti necessari per cercare di lottare per i playoff c'è anche un portiere. Perché dà per scontato il rientro di Serena al Piacenza o perché pensa che sia necessario un portiere con più esperienza? «Non so ancora nulla, devo ancora parlare con il Piacenza oltre che con il Pavia - risponde Serena - in azzurro comunque mi sono trovato benissimo».
E se non sa ancora dove militerà il prossimo campionato, il portiere è certo di quello che vuole: «A me interessa giocare, dopo aver fatto una stagione da titolare. Vedremo se sarà al Pavia o in un'altra squadra». Serena, dunque, non ha intenzione di fare il secondo: «Voglio giocare, non fare panchina».