La storia della Carona diventa un dvd


PAVIA.Un pezzo di storia della città, quando la roggia Carona veniva fatta scorrere lungo Strada Nuova per pulire la via. Quando attraversava viale Matteotti, e del ponte restano ancora le tracce, poco lontano dall'attraversamento pedonale di fronte al Pertusati. Un pezzo di storia che adesso è un dvd, che è un blog e un gruppo di amici su Facebook. A raccontare, a cercare i pezzi di questa storia tra i libri della Bonetta e i racconti degli anziani di Pavia è Marco Albertini, che per realizzare il dvd si è fatto aiutare da Giuseppe De Blasio e Angelo Rognoni.
Quella della Carona è anche la storia di luoghi dimenticati della città, dove i rifiuti e le sterpaglie si accumulano. E' cosi nella passerella che si vede accanto alla statale 35, vicino a cascina Campeggi. Ed è cosi anche dove c'era l'edificio di ferma, il travacatore Campeggi. «Risale al 1385 - spiega Albertini - la Carona viaggiava parallela al Naviglio fino alla Gramegna, qui il camparo registrava l'altezza dell'acqua. Ma l'ultima piena ha fatto persino spostare le colonne». Si vedono rami che spingono, rifiuti e l'acqua che scorre formando una cascata. Un ponticello su cui si inserivano delle grate.
«In viale della Repubblica c'era l'alveo della Carona, c'erano i mulini della Necchi e della Fonderia Cattaneo che facevano energia elettrica con la Carona», racconta ancora Albertini. Come è nata questa passione? «La Carona Magistrale c'è ancora e irriga i campi da Zibido a San Genesio - ricostruisce Albertini - un giorno i miei cugini mi hanno raccontato che l'acqua arrivava fino a Strada Nuova». Difficile frenare la curiosità davanti a questa immagine. Ed è cosi che è iniziato il suo viaggio nel passato. Ha cercato gli anziani pavesi, ha parlato con loro, si è fatto raccontare. Poi è arrivato alla Bonetta: tutto quello che aveva sentito dalla voce degli anziani coincideva con quello che riportavano i libri. Ed è poi dall'incontro con De Blasio e Rognoni che è nata l'idea del dvd. Per raccontare a tutti un pezzo di storia, ma anche per denunciare luoghi dimenticati e abbandonati.
«A fianco di via Nazario Sauro c'era una chiusa e li si dividevano in due rami della Carona - racconta Albertini - quello che arrivava in Strana Nuova era aperto fino a viale XI febbraio, da li entrava nel fossato del Castello sotto terra. Poi in piazza Castello, all'angolo con Strada Nova c'era una botola. Era il camparo che la azionava, era lui l'addetto all'afflusso della roggia». Quando apriva la botola Strada Nuova si allagava, l'acqua raggiungeva i dieci centimetri, dal Fraschini scorreva lenta, poi sempre più veloce. «La usavano per pulire la strada dalla neve, o per rinfrescare», aggiunge Albertini. Manca ancora una storia da ricostruire: quella delle fogne, delle volte nascoste sotto le strade del centro.

Marianna Bruschi