Vigevano, restano 15 giorni


VIGEVANO. «Continuare da soli sarebbe come scalare l'Everest con le scarpe da tennis e se entro 15 giorni non arrivano nuovi soci, noi la LegaDue in queste condizioni non la faremo»: ieri Capelli e Gibillini sono stati chiari, a questo punto la palla passa agli imprenditori vigevanesi.
L'allarme è reale.Non è la prima estate di passione del basket ducale, ma ora Vigevano è in LegaDue e Capelli e Gibillini non vogliono affrontarla da soli. Tre le possibili soluzioni e i due soci vogliono una risposta dalla città entro 15 giorni. «La prima ipotesi - ha detto ieri il gm Antonio Gibillini in una conferenza stampa organizzata in municipio - è che dieci imprenditori si facciano avanti per sostituirci, la seconda è che almeno otto soci si aggiungano a noi due, la terza è che la squadra se ne vada perché nessuno si è fatto avanti». I soci però non sono sponsor, ma persone disposte a occuparsi della società e a ripianare i debiti ogni anno. Il sindaco è con loro: «E' giusto voler costruire una società solida - ha spiegato Ambrogio Cotta Ramusino - . E' sbagliato invece inventare soluzioni estemporanee altrimenti ogni estate saremo da capo. Spero solo che il nuovo palasport non resti sottoutilizzati».
Un anno al risparmio.«A Vigevano molti pensano che siamo una società ricca - ha detto il vice presidente Riccardo Capelli - ma per la trasferta di Latina abbiamo preso un albergo da 48 euro al giorno e un amico ci ha anticipato i soldi per il viaggio, poi mi ha chiamato perché gli paghi la fattura. Nemmeno lo scudetto della A dilettanti ci ha portato soldi. La Lega dilettanti ci ha dato la coppa, ma nemmeno un euro».
Quanto pesa Radici.«La gente pensa che paghi tutto lo sponsor, ma in realtà non conta più del 30% del budget. E in LegaDue scenderà al 20% perché il suo contributo non aumenterà, ma il budget deve crescere del 50% - ha spiegato Capelli - . Più volte gli abbiamo chiesto di entrare in società, ma Nicola ha sempre preferito starne fuori e quando abbiamo ricevuto la Scarpina d'oro ha ribadito che gli sponsor passano. Radici ha fatto molto, ma potrebbe non restare nel 2010. E comunque non può essere l'unica risorsa della società».
Il modello Treviglio.Capelli ha in mente una società come Treviglio. «Hanno 15 soci e 74 sponsor da 10mila euro l'uno - ha detto il vice presidente ducale - . Imitarli non è impossibile perché Vigevano ha tante persone con le possibilità di Capelli e Gibillini». «Basterebbe un piccolo aiuto, per altro detraibile dalle tasse, da parte di tanti - ha aggiunto Antonio Prati, assessore allo Sport - . Se uno inizia, altri lo seguiranno». Capelli e Gibillini però sono meno ottimisti, anche perché sono quattro anni che chiedono aiuto, ma nessuno risponde.
Non bastano gli sponsor.Ieri Capelli e Gibillini hanno avuto un incontro con potenziali sponsor non vigevanesi, ma in conferenza stampa hanno spiegato che non saranno questi contatti a salvare il basket: «Il problema non sono i soldi per comprare uno straniero - ha ribadito Gibillini - ma costruire una società con dirigenti che facciano questo lavoro di professione e non nel tempo libero».
L'alternativa Novara.Oggi dovrebbe esserci un incontro tra Gibillini e un ex dirigente dei Draghi Novara, l'ultima società di basket che ha operato nella città piemontese. Non è un mistero che Cota, parlamentare leghista di Novara e presidente onorario della LegaDue, vorrebbe avere una squadra a Novara. I piemontesi però non hanno un diritto, magari di A dilettanti, da scambiare con Vigevano per cui se l'operazione andasse in porto il basket ducale sparirebbe.

Claudio Malvicini