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TORINO.Torino non nasconde l'amarezza. Chiusa la partita con Opel, la Fiat si concentra sul lavoro da fare ancora con Chrysler. La Fiat, si fa notare negli ambienti vicini al management torinese, è piena di energia, non è immobile. Cosi, oltre che su Chrysler, gli occhi sono puntati su Saab e sulle attività sudamericane della Gm, senza tralasciare nulla di intentato con i «colleghi» della Tata o con Psa e Bmw.
La scelta di Magna ha scatenato però in Italia la polemica politica tra maggioranza e opposizione, ma per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, «il mondo resta pieno di opportunità, a partire dal consolidamento dell'intesa con Chrysler che riaprirà alle auto italiane il mercato americano». Il Governo italiano, ha aggiunto, «ha fatto tutto il possibile per sostenere Fiat nella sua strategia di espansione».
In febbraio, ha ricordato, «abbiamo varato gli incentivi per l'acquisto di auto ecologiche, che stanno riportando le vendite ai livelli del 2008 dopo i crolli di dicembre e gennaio e che in particolare hanno comportato un forte aumento di quote di mercato per Fiat».
Intanto, per il Lingotto le prossime tappe sono la decisione del tribunale per la bancarotta di New York sulla vendita degli asset buoni di Chrysler ad una nuova società controllata per il 20% da Fiat. Arthur Gonzalez, il giudice che si occupa del caso Chrysler, ha deciso che si pronuncerà il primo giugno.
Per quanto riguarda Saab, le trattative, cui partecipa anche Fiat, sarebbero prossime alla conclusione ed entro la prossima settimana dovrebbe essere scelta la migliore tra le tre offerte di acquisto. In gara ci sono, oltre al gruppo italiano, anche Koeningsegg, produttore svedese di auto sportive, e il miliardario americano Ira Rennert.