I negozianti chiedono tranquillità
PAVIA. I commercianti di piazza della Vittoria vogliono allontanare i mendicanti e gli ambulanti perché disturbano la tranquillità dei clienti e riducono gli affari: c'è chi chiede più polizia e sgomberi e chi sostiene che invece occorrerebbe riempire il vuoto di una piazza quasi morta. Perché sono tutti uniti contro i mendicanti, soprattutto bambini, che si aggirano in piazza della Vittoria? Nessuno usa la parola razzismo, ma ciò che serpeggia è il malcontento verso chi non chiede, pretende. E verso una situazione che ha allontanato le mamme, i bambini, molti i clienti dai negozi.
«I mendicanti vengono in continuazione dentro il negozio - dice Patrizia Mandoradi Pansfizioso - Alla chiusura davo alle mamme e ai bambini dei sacchetti con gli avanzi, ma ora vengono anche quando ci sono i clienti e non se ne vanno fino a che non li caccio in malo modo. Serve più controllo». Più polizia in piazza è la proposta di Patrizia Bellonidi MondoBimbi che si chiede: «Se il bivacco è vietato, perché la polizia non agisce»?
Roberto Sozzanidel Virtual è scoraggiato: «Abbiamo firmato l'esposto un mese fa, ma nulla è cambiato e con i tavolini fuori il problema cresce. Ci sono una dozzina di ragazzini dai 4 ai 14 anni». Sono sempre in strada e dicono di vivere alla Snia. Desy Oxadel bar Morandotti dice: «Il fatto è che sono sempre gli stessi» e Floriana Toletticontinua: «Dispiace anche non poterli aiutare, ma sono troppi». Stesse convinzioni per Riccardo Papagnidella creperia sotto i portici: «I ragazzini si spintonano, danno fastidio ai clienti. La mia soluzione è portarli via dal centro». Ma Andrea Grisidella Libreria Il Delfino spiega: «C'è un effettivo degrado della piazza, abbandonata a sé stessa. Ci sono tante persone, non solo rom ma di tutte le etnie, compresa quella italiana, che manifestano la loro muscolarità, soprattutto adolescenti: la situazione è invivibile». La soluzione? «L'unico modo di contrastare questo clima è circondarli di presenze positive, cosi chi si comporta male si sente fuori luogo. Non basta la repressione, ma il rispetto delle regole e un intervento politico che faccia rivivere la piazza».
Anna Ghezzi