Il Pdl ora insidia Siziano, la roccaforte rossa
SIZIANO. Il Pdl prova l'attacco alla roccaforte storica del centrosinistra del Basso Milanese. Decenni di dominio quasi incontrastato, da Carlo Pasi (Pci) a Massimiliano Brambilla (ex Pd), passando da Angelo Zucchi (Pds, Ds, Ulivo, Pd) messi ora a rischio dalla lite dell'ultima giunta Brambilla. Ed è proprio in quella frattura che si è creata fra il sindaco uscente (ora a capo di 'Brambilla sindaco") e il suo braccio destro, Antonella Ceriotti (a sua volta candidata con la lista 'Crescere insieme", 'benedetta" dai vertici del partito) che proverà ad infilarsi il volto nuovo della scena politica locale: Vincenzo Montanaro. Montanaro è a capo di una lista che cerca consensi fra gli elettori del Popolo della libertà più Lega e Udc.
Gli aventi diritto al voto sono 4452 su quasi seimila abitanti. Siziano si avvia a mantenere quel difficile equilibrio fra sviluppo e vivibilità che del resto riguarda molti altri paesi a cavallo fra Pavia e Milano. Siziano, insieme a Landriano, si candida a guidare questa ampia fetta di hinterland che si gioca molto nei prossimi anni. Se da un lato infatti la vicinanza al capoluogo lombardo rappresenta un vantaggio economico, dall'altro il paese corre il rischio di rimanere soffocato dall'abbraccio mortale con la megalopoli.
A partire dal traffico, che già rappresenta un grosso problema per tutta la zona Nord-Est. E al quale, ad onore del vero, la precedente giunta ha già cercato di mettere mano siglando lo scorso anno un protocollo d'intesa firmato con le due amministrazioni provinciali (Pavia e Milano) e i Comuni limitrofi con l'obiettivo di fluidificare il micidiale via-vai di camion e auto sulla Binaschina. L'ex Prg (oggi Pgt) prevede un afflusso di circa nuovi 3 mila nuovi residenti nell'arco di un decennio, secondo le stime pre-crisi (anche qui, come dappertutto, si fatica ora a vendere le case).
Il Comune prevede quindi un'espansione controllata, almeno sulla carta, che porterebbe Siziano a toccare quota 8/9 mila abitanti nel medio-lungo termine. Non una città vera e propria, come Casorate. Ma nemmeno più un paese, come prima. In questi ultimi anni, l'amministrazione ha messo in campo una serie di interventi per riqualificare, ad esempio, gli edifici scolastici. Ha potenziato i servizi alla persona, soprattutto per le giovani famiglie (come la valorizzazione del nido e l'allargamento della fascia pre e post-scuola). Le sfide da affrontare, soprattutto nell'immediato, restano tante. Chiunque vinca, dovrà fare le scelte giuste per un paese che sta comunque velocemente cambiando. La battaglia elettorale resta più che mai incerta.
Le tre liste che si affrontano sono tutte civiche, almeno nella dicitura. Ma dal punto di vista politico, lo scontro è fra centro sinistra e centro destra. L'ultimo anno di legislatura ha portato, come novità, la clamorosa rottura fra Brambilla e la Ceriotti, sfaldando quell'immagine di compattezza offerta per quasi cinque anni. Entrambi del Partito democratico, alla fine di un percorso comune hanno deciso di tentare ognuno per conto suo. Dopo polemiche e prese di posizione, la segreteria provinciale ha dato il via libera all'ex vice sindaco. Brambilla, dopo aver restituito la tessera, ha fatto la sua squadra. Quanto questa rottura nel centro sinistra potrà pesare sulla scelta degli elettori, sempre più allergici alle liti fratricide, lo diranno le urne il prossimo 6/7 giugno. Di certo che l'egemonia esercitata da qualche decennio in qua a Siziano, forse per la prima volta potrà essere seriamente messo in discussione dal terzo candidato Vincenzo Montanaro, leader di 'Nuova Siziano". Una lista che lo stesso Montanaro non nasconde avere una precisa matrice politica, cioè Pdl+Lega. Con, in più, l'appoggio dell'Udc. Il traino del concomitante voto per le europee avrà il suo peso e mai come in questa occasione la lotta fra le parti per la conquista del Comune si fa incerta.