Dialetto, nuova materia La proposta della Lega

ROMA.Parte in commissione Cultura alla Camera l'iter di una proposta di legge della Lega, a prima firma del capogruppo in commissione Paola Goisis, destinata a far discutere. Il Carroccio chiede che lo studio della storia, della tradizione e anche del dialetto delle regioni entri a far parte dal prossimo anno dei programmi scolastici. L'opposizione va all'attacco e parla di provocazione elettorale ma la Lega è determinata ad andare avanti. La proposta, divisa in quattro articoli, chiede che il ministro dell'Istruzione, dall'anno scolastico 2009-2010, inserisca nei programmi «l'insegnamento delle specificità culturali, geografico-storiche e linguistiche delle comunità territoriali e regionali». Tutto questo anche attraverso la previsione di piani di studio personalizzati con specifiche unità didattiche dedicate allo studio delle tradizioni locali. Nella relazione si evidenzia anche la necessità di 'ri-studiare" il Risorgimento su basi anche regionali. Un esempio? «Lo studio della realtà Sabauda per gli studenti del Piemonte può assumere un'importanza non inferiore a quella che riveste lo studio della realta Borbone per gli studenti delle regioni meridionali o del califfato arabo e dei ducati normanni per gli studenti della Sicilia». Il Pd risponde con l'arma dell'ironia. «Va a ciapà i rat... (vai a prendere i ratti ndr)» dice in dialetto milanese la deputata Emilia De Biasi aggiungendo che si tratta dell'ennesima provocazione a fini elettorali della Lega. Ma l'iter ormai è comunque avviato e la Goisis spera che la proposta di legge possa avere il via libera entro l'estate, in tempo per l'avvio del nuovo anno scolastico.