Lamma: «Potrei anche tornare»

VIGEVANO.Potrebbe tornare Davide Lamma. Il play migliore della recente storia ducale proprio da Vigevano, nel 2002, ha spiccato il salto verso una serie A da protagonista e da li alla nazionale, con cui ha vinto il bronzo agli Europei del 2003. Ora Lamma ha 33 anni ed è reduce dalla retrocessione la Fortitudo. A Bologna quest'anno ha dovuto convivere con le conseguenze di uno stiramento alla spalla procuratosi a novembre, ma ora il suo contratto è scaduto e un pensiero alla Miro Radici lo fa. «Io a casa ho ancora una videocassetta con un montaggio delle nostre migliori partite di allora - dice il regista - e ogni volta che la vedo penso che non ho mai più ritrovato la voglia di giocare insieme che aveva quella squadra». Prima al termine della stagione regolare, quella Vigevano perse in semifinale contro Ozzano (0-2).
«Avevamo speso tante energie per arrivare primi in stagione regolare - ricorda Lamma - e abbiamo giocato male in casa contro Ozzano rovinando tutto». Quella stagione ha significato molto: «E' stato l'anno più importante della mia carriera dal punto di vista tecnico perché Garelli mi ha aiutato a maturare - spiega Lamma - . Ora l'idea di tornare a Vigevano mi solletica perché fa la LegaDue e c'è Garelli. La LegaDue è migliorata molto negli ultimi tre anni e io ho sempre detto che sarei sceso di categoria quando non fossi più stato protagonista in A, ma al momento non so quali sono le mie possibilità per la prossima stagione. Vedremo».
Un pensierino a tornare ce lo fa pure Nicola Minessi, anche per giocare poco. Nei giorni scorsi i proprietari di Lumezzane hanno deciso di vendere il diritto e l'ex guardia ducale ora deve cercarsi un'altra squadra. «Io sono un tifoso di Vigevano e se non avesse vinto i play off mi avrebbe dato un dispiacere - spiega il 35enne bresciano, in gialloblu dal 2001 al 2004 - . Non sono venuto a vedere gara4 solo perché nell'altra squadra giocava Ochoa, che è un mio caro amico. L'anno scorso mi era arrivata una offerta da Venezia per la LegaDue, ma ho detto di no perché volevo giocare di più ed ero legato ai dirigenti di Lumezzane. Per Vigevano però accetterei anche di giocare pochi minuti a partita».
Ignacio Ochoaè invece l'ex ducale che ha perso contro Vigevano nella finale play off. «Non mi piacere perdere, ma venerdi sera avevo le lacrime agli occhi, per la mia tristezza e per l'emozione di vedere la gioia di tutti quei tifosi - dice il lungo 30enne - . L'anno prossimo mi piacerebbe tornare a Vigevano da avversario». Vorrebbe dire che anche Latina è stata promossa. «Nella finale la Miro Radici ha vinto perché Garelli ha preparato la partita alla perfezione e la squadra ha eseguito il suo piano - continua Ochoa, a Vigevano dal 2001 al 2004 - . I ducali sono stati più convinti mentre noi ci siamo fatti prendere dall'ansia di vincere».
Anche coach Simone Lotticiha provato a portare Vigevano in Legadue, ma la squadra, nel 2005, si fermò al primo turno play off contro Cento. «Per Vigevano questa è una soddisfazione immensa e già venerdi sera, chiamando Ferrari per fargli i complimenti, ho sentito l'entusiasmo dei tifosi - dice il tecnico, che domenica ha perso alla bella con Casalpusterlengo contro la Virtus Siena - . I ducali sono riusciti dove noi abbiamo fallito».
Anche Sergio Angelici ha provato a cavallo del 2000, ma quella Vigevano non andò mai oltre le semifinali. «Faccio i complimenti alla squadra e chi l'ha costruita - dice il 40enne triestino - . Hanno dimostrato che chi non si stanca di inseguire prima o poi raggiunge l'obiettivo».
Chi invece la A2 a Vigevano la vide è Mario Boni, classe 1963, che qui giocò per due stagioni prima di fare il girovago e finire per due stagioni anche a Salonicco, il punto di riferimento degli ultras ducali. «Ero sicuro che Vigevano ce l'avrebbe fatta - dice - Salonicco? Ci sono 7.000 tifosi vestiti di giallonero che battono le mani all'unisono dall'inizio alla fine. Quando entri in campo ti viene la pelle d'oca». Come a Vigevano, solo in più grande. (cla.mal.)