Nuovo test nucleare della Corea del Nord
ROMA. Un test nucleare, con un ordigno più potente della bomba su Hiroshima. Lo ha fatto ieri mattina la Corea del Nord alle 10 locali (in Italia erano le 3). Poco dopo il regime di Pyongyang ha lanciato un'altra sfida: il lancio di tre missili di corta gittata.
«In linea con la richiesta dei nostri scienziati e tecnici, la nostra Repubblica - ha detto un funzionario nord-coreano - ha condotto con successo un test nucleare sotterraneo come parte delle misure volte a rafforzare le sue capacità di autodifesa». Lo scorso 5 aprile era stato stata un clamoroso fallimento con il missile che si è inabissato nel pacifico tra il Giappone e Hawaii.
Il leader nord-coreano Kim Jong-il ha fatto sapere che potranno seguire altri test nucleari in un prossimo futuro «se gli Stati Uniti continueranno con la politica in intimidazione nei nostri confronti».
Il test nucleare nord-coreano, valutato dai tecnici russi di potenza tra i 10 e i 20 kiloton, ha provocato un «terremoto articificiale» in una vasta area con una magnitudo valutata 4,5 gradi sulla scala Richter. Si è trattato del secondo test nucleare della storia nord-coreana: il primo era stato il 9 ottobre del 2006 e aveva provocato una «scossa» del 3,6. Con il test di ieri, Pyongyang ha mostrato invece una capacità nucleare di cui nessuno era a conoscenza, neppure la Cina che, a differenza delle altre volte, non è stata informata di ciò che preparava Kim Jong-il.
Pyongyang sostiene apertamente che il test di ieri è stato una ritorsione nei confronti del Consiglio di sicurezza che il mese scorso ha condannato la Corea del Nord a nuove, e ancora più pesanti sanzioni, in seguito al lancio di un missile-satellite in grado di raggiungere il territorio americano. Il ricatto nord-coreano ha colpito anche due giornalisti americani, arrestati e tuttora in carcere. E' stato interrotta anche la cooperazione con il governo di Seul, cominciata nel febbraio del 2006, quando l'ex presidente americano George W. Bush ha deciso di allentare la sanzioni contro la Corea del Nord a condizione che Pyongyang congelasse i suoi piani nucleari. L'occasione offerta da Bush alla Corea del Nord era già fallita quando nel dicembre del 2008 Kim Jong-il si era rifiutato di aprire i suoi siti agli ispettori dell'Onu.
«I cento giorni del governo di Barack Obama non hanno cambiato nulla, quindi, è inutile parlare con un interlocutore che è ostile a noi», hanno detto nei giorni scorsi i funzionari nord-coreani, rifiutando nuovi negoziati con i Paesi che da tempo trattano il nucleare di Pyongyang, cioè, la Russia, gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone.
Ma la politica di ritorsione nei confronti degli avverssari è seguita da tempo dal regime di Kim Jong-il che, con il test nucleare di ieri, probabilmente sta tentando di costringere di nuovo gli avversari a maggiori concessioni, come era riuscito a suo tempo con Bush. La Corea del Nord, tra i Paesi più poveri del mondo, con la sua popolazione che da decenni vive nel terrore e nella fame, ha in fatti bisogno di aiuti.