Vigevano, e chi se ne va più
VIGEVANO. Adesso che ci sono non se ne vogliono andare. Vigevano è in LegaDue da nemmeno 48 ore e i giocatori che ce l'hanno portata vorrebbero farla diventare la loro nuova casa. Qualcuno ha anche una rivincita da prendersi perché in LegaDue ha già giocato, ma non ha sempre trovato lo spazio che cercava. E' il caso di Mario Ghersetti, che a Veroli era protagonista (oltre 18 minuti di media con 7,4 punti) ma che se n'è andato quando la società laziale lo ha messo in concorrenza con un altro comunitario. «Il mio contratto è scaduto, ma io voglio restare e i dirigenti vogliono tenermi, è solo questione di mettersi d'accordo - dice Ghersetti - . La LegaDue non è poi cosi più forte della B1, ma ci sono due americani e con loro non è facile costruire un gruppo compatto. Bisogna avere fortuna e trovare quelli giusti». La società punterà alla salvezza. «Vista la crisi è giusto - dice Ghersetti - ma non credo che Vigevano correrà il rischio di perdere subito la LegaDue con una squadra debole, anche perché si può puntare alla salvezza anche spendendo poco e senza rischiare la retrocessione all'ultima giornata».
«Sarà anche la rivincita di Garelli - dice Ghersetti - . Gigi resterà perché se lo merita e già conosce la LegaDue».
Per il momento però questo è un futuro lontano, meglio coccolarsi ancora un po' i ricordi recenti. A molti resterà impressa la faccia di Federico Ferrari che venerdi sera girava con la retina del canestro al collo come fosse una medaglia. «Sono stato il capitano del 50esimo e della promozione, mi piacerebbe essere il capitano della LegaDue - ha detto l'ala 34enne - . Mi sono sempre chiesto perché Vigevano non riuscisse a salire in LegaDue e credo che sia sempre dipeso dal fatto che questa piazza ti dà tante energia, ma te ne toglie anche tante. Abbiamo trovato l'equilibrio grazie alla squadra, all'allenatore, allo sponsor e alla società. Io spero che tra un po' i tifosi si ricorderanno di noi come ora si ricordano di Clyde Mayes». Per Ferrari è stata la scoppola subita con Forli alla penultima di campionato a caricare la squadra. «Quella energia ci ha portato a battere Treviglio nonostante il pronostico contrario e in finale abbiamo ritrovato la fortuna che ci aveva voltato le spalle con l'infortunio di Zaccariello perché l'assenza di Muro per Latina ha pesato - ha detto il capitano, che aveva vinto già una finale play off di B1 con Borgomanero e una di B2 con Asti - . Solo in gara2 abbiamo pagato dazio perché pensavamo di vincere, in gara4 invece bastava guardare Panzini per capire che ce l'avremmo fatta».
Proprio Panzini è stato il simbolo di questa vittoria con quella facci tosca con cui ha segnato tre triple e preso sei rimbalzi in gara4. «E' un'emozione enorme, non la so descrivere, mi ci vorrà qualche giorno per capirla e rendermi conto davvero - ha detto il 19enne anconetano tra un abbraccio e l'altro nella festa di via Carducci - . Quando ho segnato l'ultima tripla ho sentito il palaBasletta tremare ed io stesso ho tremato. Sono felice per me, ma soprattutto per questa gente fantastica che si meritava un sogno. Voglio dire grazie ai miei compagni esperti che mi hanno aiutato molto e fatto crescere tanto e grazie a coach Garelli che ha avuto fiducia in me dandomi spazio nei play off. Spero di aver ripagato tutti nel modo migliore. Abbiamo paradossalmente cominciato a credere nella vittoria in campionato nel momento stesso in cui si è fatto male Zaccariello. Glielo dovevamo dopo la grande stagione che aveva disputato fin li, dovevamo alleviargli l'amarezza di doverci guardare da fuori».
Diego Banti è stato richiestissimo dalle tifose nella bolgia del palaBasletta e si è portato a casa un enorme striscione con la scritta «I love Banti» e un cuore gigante: «Qui a Vigevano la gente è davvero fantastica, ma tutta l'esperienza di questa stagione è stata meravigliosa - ha detto il pivot 26enne - . Spesso lo si dice come luogo comune, ma noi abbiamo vinto perchè siamo davvero un grande gruppo, molto unito. Lo dimostra la dinamica pazzesca delle nostre serie play off. Abbiamo vinto otto partite su nove, perdendone solo una in casa e passando sempre in trasferta, tra l'altro giocando in un modo e con piglio completamente differente da quello della stagione regolare. Sembra davvero incredibile, ma è andata cosi». Banti ha un contratto biennale, ma in ogni caso, come si potrebbe andar via da una piazza cosi? «Appunto, non si va via». (ha collaborato Fabio Babetto)