Mortara, riqualificare il centro
MORTARA.Più chiarezza sulla destinazione d'uso delle aree dismesse a ridosso del centro storico, rilancio e recupero delle aree degradate che si trovano nel cuore della città, e potenziamento dei negozi di vicinato anche nelle zone di recente edificazione: sono queste alcune delle richieste che l'Ascom di Mortara, l'associazione commercianti presieduta da Battista Corsico, sta portando avanti nell'ambito della stesura del nuovo Pgt, il piano di governo del territorio. Ieri mattina si è tenuta in Comune una delle riunioni che fanno parte dell'iter della stesura del nuovo strumento urbanistico della città, un confronto con le associazioni in cui è stata presentata anche la nuova Vas, la Valutazione ambientale strategica, che è ancora in corso di valutazione. Alle associazioni e agli enti interessati che hanno preso parte all'incontro, ed erano decisamente numerosi, sono stati ribaditi i vari passaggi del piano, a partire dal documento di indirizzo, già presentato anche in consiglio comunale, sono intervenuti la rappresentante dell'Arpa, che ha chiesto di effettuare valutazioni oltre che sull'ambiente e sul paesaggio anche sulla qualità dell'aria, e l'architetto Bertoglio, in rappresentanza della Provincia, che ha ribadito la necessità per il Cipal di restare entro i limiti indicati dal piano provinciale di sviluppo. «Tante le presenze - ribadisce una delle professioniste che si stanno occupando del piano, l'architetto Cincia Bio - la prossima settimana verrà resa nota sul sito del Comune una relazione completa sull'incontro». Tra le associazioni presenti, l'Ascom ribadisce a margine dell'incontro alcune delle necessità dei suoi associati, con indicazioni che possono avere un riflesso concreto sulla vita delle persone: «Chiediamo che sia impostata una politica di riqualificazione del centro storico - spiega Paolo Amisano, segretario dell'Ascom mortarese - recuperando aree molto degradate come l'ex proprietà Farè, ora della Croce Rossa, accanto al Municipio, ma anche l'ex Caffè Santi, oltre alla Chiesa di San Dionigi. Incentivando il restauro e il recupero di questi edifici si migliorerebbe la qualità del cuore della città, che ora è anche svantaggiato dal fatto che i prezzi degli immobili sono alti. E poi chiediamo negozi di vicinato».
Simona Marchetti