Fischi al pubblico ministero
GARLASCO.Fischi al pm Rosa Muscio mentre lasciava via Pascoli: la visita di Vitelli a villa Poggi ha avuto una coda polemica. Il giudice se n'è andato per primo, poi carabinieri e avvocati. Ma l'auto dell'avvocato Giuseppe Colli - che ha parlato brevemente con i cronisti - si è fermata qualche minuto all'imbocco di via Pascoli. Bloccando cosi temporaneanente l'uscita dell'auto della polizia che trasportava Rosa Muscio, il sostituto della procura di Vigevano che da quasi due anni coordina le indagini, affiancata dal collega Cladio Michelucci. Quando la macchina di Colli se n'è andata, l'auto della polizia è ripartita sgommando. Con l'autista che pestava sul clacson, in una selva di fischi, e una seccatissima Muscio seduta sul sedile posteriore. Lo scopo era chiaramente evitare ogni tentativo di fare domande, e soprattutto far immediatamente scansare i molti giornalisti, operatori e fotografi.
In giacchina lilla e pantaloni scuri, mai un accenno di sorriso, sempre più esile, anche questa volta la 39enne dottoressa Muscio - ex poliziotto passata poi in magistratura - non ha rilasciato la minima dichiarazione. La linea di condotta nei rapporti della procura con i media è la stessa fin dal giorno del delitto: silenzio totale, salvo qualche breve e generica dichiarazione del procuratore capo Alfonso Lauro.
Ieri mattina, fin dalle 9.30 via Pascoli - traversa di corso Pavia alla periferia di Garlasco - è stata transennata all'imbocco. Presidata anche la strada sterrata sul retro delle ville sul lato destro della via, dove c'è la casa dei Poggi. La scientifica della polizia era incaricata delle riprese audio video. I carabinieri che hanno eseguito le indagini erano comunque presenti, il servizio d'ordine era garantito anche dalla polizia locale. Parte del sopralluogo si è svolta all'esterno della villa, in via Pascoli. E anche sul retro dove c'è la strada sterrata e poi la campagna in direzione Pavia, considerata una possibile via di fuga dell'assassino. Il viottolo è costeggiato dalla roggia Lucchina, piccolo cavo irriguo che prosegue poi verso la campagna, fra una fittissima vegetazione di edera selvatica. La roggia era stata dragata e prosciugata nei primi giorni dopo il delitto, alla ricerca dell'arma usata per uccidere Chiara Poggi, comunque mai trovata. (a.m.)