La Consulta sentinella dell'ambiente
VIGEVANO.Sono diciannove le associazioni che hanno chiesto di far parte della Consulta comunale per l'ambiente (più i tre consigli circoscrizionali che ne fanno parte di diritto), prevista dallo Statuto comunale e con un regolamento approvato nel 2001. In realtà, la Consulta ambientale finora è esistita solo sulla carta, ma non è mai entrata in funzione.
Ieri, la giunta comunale ha valutato le domande arrivate, ma ha rinviato l'approvazione della delibera di indirizzi «perché - spiega il vicesindaco Ferdinando Merlo - è stato chiesto ad alcune di queste associazioni, circa la metà, di inviare una documentazione integrativa sui loro requisiti». Metà delle associazioni, comunque, è stata ammessa subito perché, secondo il Comune, chiaramente in possesso delle caratteristiche per farne parte. Quando nascerà formalmente, la Consulta per l'ambiente diventerà sede di confronto istituzionale con le associazioni su tematiche ecologiche di vario tipo, come la centrale elettrica progettata alla Cascina Cavalli, questione che ormai da quasi un anno è al centro del dibattito cittadino, e motivo per cui il coordinamento Vigevano Sostenibile ha chiesto all'amministrazione comunale l'attivazione della Consulta.
Il fondamento normativo su cui si basa la nascita della Consulta è lo Statuto comunale. Nel titolo riguardante la partecipazione dei cittadini, stabilisce che «la partecipazione si esercita anche a mezzo di Consulte e Conferenze disciplinate da regolamenti». Il regolamento sui diritti di partecipazione dei cittadini alle Consulte è stato approvato dal consiglio comunale nel giugno 2001.
Regolamento, che potrebbe essere aggiornato, a otto anni dalla sua approvazione, e che comunque già indica come devono funzionare le Consulte chiamate «a esprimere pareri non vincolanti e/o proposte». Il regolamento stabilisce anche chi fa parte della Consulta cittadina per l'ambiente: l'assessore con delega all'ecologia; un rappresentante per ogni associazione ambientalista formalmente costituita; un rappresentante per ognuna delle tre circoscrizioni. «Alle sedute - stabilisce il regolamento - possono essere chiamati a partecipare studiosi ed esperti ogni volta che sia ritenuto necessario», ma senza diritto di voto. La Consulta, inoltre, può formulare proposte nella materia di competenza ed «esaminiare le relazioni periodiche prodotte dall'Osservatorio dell'ambiente».
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