Emozioni da ottant'anni

L a prima edizione del Gran Premio di Monaco venne disputata il 14 aprile 1929 per impulso di Antony Noghes, fondatore dell'Automobile Club de Monaco (AcM), mentre la prima edizione valida per il campionato mondiale di Formula 1 è datata 21 maggio 1950. Si tratta, senza dubbio, del più affascinante ma anche più discusso circuito cittadino - forse l'unico rimasto nel senso stretto del termine - dell'interoCircus automobilistico. Dall'originario tracciato degli anni Cinquanta, lungo 3,18 km, si è passati con il tempo agli attuali 3,34 km attraverso le strette stradine del Principato.
Le origini.Nel 1890 nasce la «Monaco Cycling Sporting Association», club per tutti gli appassionati di ciclismo del Principato e dintorni. La vocazione alla velocità segue il progresso tecnologico e nel 1907 di pari passo con l'inesorabile crescita delle macchine a motore diviene «Monaco Cycling and Automobile Sporting Association». Una mattina del 29 marzo 1925 i cinque membri del club votano per cambiare il nome del club in «Automobile Club de Monaco». Il sogno del club è quello di entrare a far parte della Federazione Internazionale dell'Automobile. Il commissario generale Noghès va a Parigi per svolgere il suo compito diplomatico. Torna a mani mezze vuote: il club monegasco potrà organizzare gare motoristiche ma non all'interno del territorio del Principato.
La sfida.Noghès non ci sta e il suo sogno diventa una sfida: correre a Monaco. Disegna il circuito che in larga parte è rimasto lo stesso di oggi. Sembra una pazzia. Una corsa di automobili lanciate a velocità folli all'interno di una città. In tanti frenano il piano di Noghès, lui valuta la questione per due lunghi anni. Poi trova l'appoggio dell'enfant du pays, Louis Chiron. Dopo sette Gp vinti al volante della Bugatti T35C, l'emergente pilota monegasco è un personaggio carismatico nel Principato. La sua reazione è entusiasta e Noghès non si guarderà più indietro. Sei mesi dopo, il 14 aprile 1929, il principe Pierre inaugura il primo Gp di Monaco con un giro d'onore su una Torpedo Voisin. Sulla linea di partenza Louis Chiron non c'è. E' già partito alla volta dell'America per partecipare alla 500 miglia di Indianapolis.
La prima gara.Sedici macchine al via. Un inglese, Williams, arrivato in ritardo per partecipare alle prove ufficiali, si presenta sabato mattina e lascia sbalorditi in un test libero. A bordo della sua verde Bugatti 35B vince in 3h, 56' 11" a una media di 80 Km/h nei 100 giri percorsi. La corsa ha un successo inatteso. Tre anni dopo si replica e la gente impazzisce per Sir Malcolm Campbell e la sua Rolls Royce Torpedo nera. L'uomo che da poco aveva battuto il record di velocità toccando i 408.621 Km/h a bordo del prototipo spaziale Bluebird.
La crisi.Problemi finanziari oltre al clima europeo ribollente blocca il Gran Premio. Finalmente, il 16 maggio 1948, tornano a rombare i motori sulle strade del Principato. L'anno successivo non si corre per un rispettoso silenzio dopo la morte del Principe Louis II. Nel 1950 vince il fenomenale Manuel Fangio. Poi il Gp di Monaco conosce giorni bui a causa di problemi di budget e di questioni legate alle regole sulle nuove macchine sempre più veloci.
La rinascita.Nel maggio del 1955 si riparte e da quel giorno non mancherà più. Da allora la corsa ha subito numerose trasformazioni senza perdere tuttavia l'antica spina dorsale che la rende cosi magica. Nel 1973 viene aggiunta l'area delle piscine con la zona pit-stop. Nel 1976 vengono inserite due chicane alla Sainte Dèvote e all'uscita della Rascasse. Nel 1986 viene allargata la Quai des Etats-Unis con l'aggiunta di una chicane. Nel 1997 la 'S" intorno alle Piscine viene ridisegnata e chiamata curva Louis Chiron. Infine nel 2003 vengono rubati cinquemila metri quadrati al mare. Il circuito tra la seconda 'S" delle Piscine e la Rascasse viene spostato di dieci metri e completamente ridisegnato con una chicane all'uscita delle Piscine.