Un mondiale in seconda fila

Il muro contro muro inscenato in queste ultime settimane da Fota, con la Ferrari in prima linea, e la Fia continua, quindi.
Un duello inquietante per il futuro della Formula Uno, al dà dell'inopportuna tranquillità sfoggiata da Mosley nelle sue ultime, discutibili, affermazioni.
Diventa anche difficile capire dove voglia esattamente andare a parare il presidente Fia col proprio comportamento, eccessivo anche nel caso voglia assicurarsi, come suggerito da qualcuno, la rielezione.
E' comunque inammissibile che il presidente della Fia imponga novità cosi radicali senza ascoltare le scuderie e in particolare i Costruttori più importanti (non solo la Ferrari), che danno prestigio al Circus da sempre. Ferrari e altri top team si sono detti pronti a lasciare la Formula Uno.
Ed è anche difficile capire come possa pensare che un campionato privo dei suoi team più prestigiosi, possa essere un prodotto appetibile ad esempio sul mercato dei diritti televisivi, anche raggiungesse l'obiettivo di avere 26 vetture al via del prossimo mondiale.
«Penso che si iscriveranno nei termini da tre a sei team» ha detto lo scorso lunedi quasi a suggerire una ormai prossima frattura in seno alla Fota.
In effetti si pensa che team come Brawn Gp, Williams e Force India non giudichino negativamente l'introduzione del tetto al budget, cosi come in vista di un limitazione delle spese si sarebbero già fatte avanti scuderie come Lola, USF1 e Prodrive per tacere di altri team sinceramente improponibili al grande pubblico come Wirth Research, Epsilon Euskadi, Rml, Formtech, Campos, iSport.
Mosley forse insisterà, ma al momento i conti non tornano. (d.p.)