Il viadotto ha ceduto, due feriti in Sicilia
PALERMO. Era stata inaugurata appena tre anni fa, a febbraio del 2006, dopo un'attesa lunga trent'anni, perchè tanto erano durati i lavori di costruzione. Erano gli anni Settanta quando venne posta la prima pietra. Nessuno, dunque, avrebbe mai potuto immaginare che improvvisamente potesse cedere. E invece è accaduto.
Il viadotto della Caltanissetta-Gela, la statale che dalle colline interne della Sicilia finisce sulla costa, ha parzialmente ceduto: l'asfalto ha franato, creando un gradino contro il quale sono finite una macchina e una moto. L'automobilista, una donna di 32 anni, Monia Greco, si è fratturata due vertebre. Illesi i figli che viaggiavano in macchina con lei. Il motociclista, un poliziotto di 28 anni, Gaetano Curasi, si è rotto un braccio.
Erano le 5,30 di ieri mattina quando la macchina e la moto hanno imboccato il viadotto 'Geremia 2", lungo un chilometro e mezzo e alto 80 metri. All'altezza del nono pilone si sono ritrovati davanti la carreggiata sprofondata. E non sono riusciti a evitare l'impatto. Il cedimento sarebbe avvenuto perché la trave che poggia sul pilone avrebbe avuto una forte escursione orizzontale, 'sganciandosi" dall'appoggio e creando un fenomeno di torsione. L'Anas si giustifica: «Quei piloni sono vecchi di trent'anni».
Subito dopo l'incidente, l'accesso al viadotto è stato bloccato da entrambi i lati ed è rimasto chiuso per tutto il giorno. Per i tecnici dell'Anas quello che è accaduto in gergo tecnico si chiama 'movimento dell'impalcato": un fenomeno inaspettato le cui cause saranno accertate da una commissione d'indagine. Ma anche dalla magistratura: la procura di Gela ha infatti aperto un'inchiesta. A occhio nudo, si vede come un arretramento della trave che è come penzoloni, perché poggia sul pilastro per un'area molto ridotta.
L'Anas, che non esclude un rischio crolli, ha reso noto che il tratto interessato dal cedimento e i piloni sono stati costruiti trent'anni fa, dunque all'inizio dei lunghissimi lavori che sono terminati nel 2006. Dopo l'incidente in molti hanno pensato alle recenti vicende del cemento impoverito, lo scandalo che ha coinvolto la Calcestruzzi spa e che proprio a Gela interessa il palazzo di giustizia e la diga foranea, oltre a un tratto di strada della Gela-Licata. Ma l'azienda Lombarda nel pomeriggio ha precisato di non aver effettuato alcuna fornitura per la realizzazione della statale 626.
Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, vorrebbe nominare un commissario: «Quanto accaduto è gravissimo. Non è accettabile che un'opera inaugurata solo nel 2006 possa subire una crisi strutturale cosi dirompente». Per il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, l'episodio è una «vergogna inaccettabile. D'altra parte lo scandalo del calcestruzzo interessa in lungo e in largo la penisola, da Caltanissetta, da dove è partita l'inchiesta nei confronti della Calcestruzzi spa, sino all'Abruzzo».