Giro, no girone, anzi giretto

La smettiamo? «Di Luca come Coppi» (Libero), «Mi sono sentito Coppi» (Il Corriere della Sera), per non parlare dei toni trionfali di «Bibi & Bibò», i due della Rai. La smettiamo? Il Giro piallato per fare un favore ad Armstrong (nel frattempo lui s'è infortunato, è quasi guarito, ma comunque assomiglia solo vagamente a ciò che fu) vive di folate, non del vento invincibile dell'epica, dell'impresa di largo respiro. E il povero Di Luca, bel carattere, è costretto ad approfittare anche dei cavalcavia pur di prendersi ciò che, da unico vero attaccante, gli spetta. Ma raccontare la Cuneo-Pinerolo di Zio-megnan come fosse una cosa seria, come fosse quella con Madeleine, Vars e Izoard, quella di Coppi insomma, è truffa. Era già successo con la piallatura dei due «tappini» delle Dolomiti. E più avanti c'è un Blockhaus ridotto a metà. Per non parlare del percorso «rovescio» che già ha fatto parlare tanto. Dire che tutto questo è Grande Giro è come vendere i bond argentini spacciandoli per investimento geniale. In questo Giro Cirio-Parmalat-Lehman che la gente ha già capito (gli share tivù vanno come la Borsa), noi appassionati di bicicletta, che abbiamo visto corse più vere anche tra gli juniores, non dobbiamo cadere nel tranello del «dai che ce la facciamo». A farcela non dobbiamo essere noi. Ci pensi chi ci guadagna; chi, per avere un Armstrong dimezzato, ha fatto carte false e percorsi taroccati. A rimetterci, con queste strappatelle spacciate per montagne, sono i bravi corridori - e noi ci mettiamo Basso, Pellizotti, Simoni, Bruseghin, Sastre, ma anche lo stesso Di Luca, costretto a fucilate isteriche per accumulare un po' di distacco in più prima di una crono da cowboy - che volevano misurarsi su tracciati che fanno davvero la selezione. Magari non da Coppi e Merckx, ma almeno da uomini veri. Perfino in Gazzetta si toglie fiato alla fanfara che altri giornali, per non parlare di «Bibi & Bibò», tentano di mettere in campo per creare «evento». Perfino nel giornale organizzatore c'è maretta, si fatica a «cantare» il Giro 2009. Il Giro (del) centenario.