Tanzi: «Mi stava a cuore il bene della Parmalat»

MILANO.«Mi stava a cuore il bene dell'azienda, la sua salvezza e la salvezza delle persone che vi lavoravano». Sono le poche parole che Calisto Tanzi, l'ex patron di Collecchio, ha pronunciato ieri a Milano fuori dall'aula dove é in corso il processo Parmalat-banche (sono imputati Deutsche Bank, Citigroup, Bank of America e Morgan Stanley Milan Branch) dove avrebbe dovuto essere interrogato ma a sorpresa ha dichiarato di non voler rispondere alle domande. Ai cronisti che gli hanno fatto notare che nelle motivazioni della sentenza con cui i giudici milanesi lo hanno condannato a 10 anni di carcere per aggiotaggio lo si accusava di non aver mai lavorato per salvare l'azienda ma solo per arricchirsi, Tanzi é sbottato: «Secondo lei uno che ha un'azienda con più di 36 mila dipendenti diretti non pensa a salvarla?». Secondo l'ex presidente del gruppo quello che ha scritto il Tribunale «non é vero, é esattamente l'opposto». Dopo di che ha proseguito: «Mi stavano a cuore il bene dell'azienda, la sua salvezza e quella delle persone che vi lavoravano direttamente e indirettamente. Tra una storia e un'altra - ha proseguito - c'era un indotto di 100 mila persone».