La piccola capitale non decide più da sola

CASTEGGIO. La cantina sociale è stata commissariata dai bronesi che hanno tamponato le falle e adesso dettano la linea. La fiera dei vini è stata 'espropriata" da Voghera che attraverso 'Casteggio servizi", e quindi l'Asm, detta tempi e modi della manifestazione e in qualche modo impone una collaborazione con la Sensia di Voghera. Il via libera ai candidati sindaci (quelli degli schieramenti maggiori) arriva dalle segreterie di Pavia con riunioni più o meno informali tra casteggiani che ascoltano e segretari che spiegano. E cosi che Casteggio teme per il suo futuro di 'piccola capitale": centro nevralgico che raccoglie energie e risparmi dalle colline e che punta, nei prossimi cinque anni, a passare dai 6.500 abitanti di oggi a 9.500 residenti.
Non è un caso se sui piani per lo sviluppo urbanistico si è consumata la frattura fra la giunta uscente e i vertici del Pdl provinciale sotto le pressionio della Lega: nel nuovo Pgt si prevede una crescita di Casteggio fino a 9.500 abitanti e quindi si apre la strada ad una serie di trasformazioni urbanistiche pesanti, prima fra tutte quella nelle vicinanze dell'area Truffi. Da anni, però, a Casteggio si costruisce molto più che nel resto d'Oltrepo. Lo testimoniano i prezzi medi delle abitazioni che crescono in relazione alle richieste del mercato, ma anche in relazione alle spese che i costruttori devono affrontare per aggiudicarsi le aree disponibili: 2mila euro attorno alla piazza Cavour di Casteggio, poco meno dei 2.500 euro del centro di Voghera, quando a Santa Giuletta, meno di dieci chilometri di distanza da piazza Cavour, si fatica a strappare un prezzo di 1.300 euro al metro. Tutte case vendute? Non si direbbe, almeno a leggere la relazione che accompagna il Pgt che parla di almeno 400 unità abitative sfitte o invendute in tutta Casteggio. La Lega, cosi, si è impuntata chiedendo che non fosse l'assessore uscente all'urbanistica Marco Bottazzi a gestire il passaggio. «Casteggio ha puntato tutto sullo sviluppo abitativio anche se da anni perde abitanti - taglia corto il segretario della Lega Andrea Mussi -. Adesso si devono aiutare le imprese ad insediarsi sul territorio per portare lavoro e occupazione». Il braccio di ferro dura da almeno tre anni, ma la crisi della Tanino Crisci, in qualche modo simbolo del 'made in Italy" di lusso che porta lavoro e prestigio a Casteggio e che ha dovuto cedere ad una richiesta di cassa integrazione, ha accelerato la frattura. E' finita che il segretario provinciale del Pdl Marco Bellaviti ha dato il via libera alla ricadidatura di Lorenzo Callegari, sindaco che ha preceduto Michele Manfra e che ha ricompattato tutto il Pdl olre alla Lega: la frattura di Stradella tra Pdl e Lega che negli anni ha lasciato strada libera al centrosinistra ha avuto il suo peso anche sulle scelte per Casteggio avallate da Giancarlo Abelli che da Roma da dato l'ultimo 'placet". Il fatto che l'ex vicesindaco Annita Daglia non si sia rimessa in gioco è indicativo: da Pavia dove è assessore provinciale, la Daglia cerca di smorzare i toni senza negare che la frattura è stata netta: «Ho un ruolo in Provincia e quindi proseguo nel cammino promesso ai mieri elettori - spiega -. Per quanto riguarda Casteggio, se un gruppo che ha lavorato insieme per cinque anni si è diviso, penso che sia solo per una serie di scelte personali. Scelte peraltro tutte legittime di fronte alle quali, però, il partito ha dovuto prendere una posizione netta». Il gruppo di Manfra e Bottazzi, però, non è stato alla finestra: ha cercato di mediare per qualche settimana, ma alla fine ha decisio di accettare lo scontro: è cosi che oggi a sfidare il candidato ufficiale del Pdl Lorenzo Callegari c'è l'assessore uscente all'urbanistica che ha nella sua lista il sindaco uscente Michele Manfra. Una 'lista laboratorio", la chiamano già tra Pavia e Voghera: una lista capeggiata dall'assessore uscente di una giunta di centrodestra, nella quale è candidato anche il sindaco uscente che era stato indicato da Forza Italia. Lista, però, che per metà è composta da rappersentanti del Paertito democratico, fino all'altro giorno fieri oppositori di Manfra. A partire dal segretario casteggiano del Pd Claudio Banzato. «E' una lista civica a tutti gli effetti - taglia corto Banzato -. Lista in cui il programma è stato discusso e condiviso per il bene di Casteggio e dei suoi abitanti». Nel Pd, però, le candidature all'nterno di una lista nella quale c'è anche il sindaco uscente di Forza Italia sono state difficili da digerire. Tanto che è stato necessario l'intervento diretto del segretario provinciale Giuseppe Villani e del senatore Daniele Bosone che hanno 'benedetto" l'operazione in una riunione in qualche modo parallela a quella con cui Bellaviti ha dato il via libera all'operazione Callegari nel centrodestra. Le mediazioni, però, non possono accontentare tutti: ed è da questo scontento che nasce la terza candidatura per casteggio, quella di Ettore Albani, imprenditore vinicolo che lavora soprattutto per intercettare lo scontento dei produttori che non hanno gradito l'accorpamento tra la cantina sociale di Casteggio e quella di Broni. Questo, almeno, è quello che si racconta ai piani alti dei palazzi dove si decidono quali sono le strategie da seguire per far decollare il vino made in Oltrepo. L'urbanistica, lo sviluppo economico, il business leato al vino: a questi temi portanti si legano le vicende del commercio visto che Casteggio è uno snodo fondamentale lungo la via Emilia che, anno dopo anno, si è trasformata in una sorta di grande centro commerciale senza soluzione di continuità. «Oggi a Casteggio abbiamo due supermercati e un terzo è in arrivo - commenta il segretario territoriale dell'Ascom Paolo Covre - Per quanto ci riguarda il territorio è ampiamente saturo: detto questo, ascolteremo tutte le proposte dei candidati e trarremo le nostre conclusioni solo dopo aver ascoltato e valutato». All'Ascom Pavese, però, aggiungono qualcosa di più: l'assessore uscente al commercio aveva assicurato di non essere disposto a seguire la strada di Voghera che liberalizza le aperture di bar in ossequio a una legge regionale. Questa, pare di capire, è la prima indicazione che arriva dai commercianti dell'Ascom ai tre candidati di Casteggio per avere l'appoggio (ovviamente informale) che un'associazione di categoria può dare alla vigilia del voto.