Obesi, la chirurgia rimedio-salvavita


PAVIA. Una persona su tre è sovrappeso. E ogni anno i casi aumentano dell'8 per cento. E in genere i malati si trascinano una serie di altre patologie strettamente legate: diabete, ipertensione, cardiopatia. Un'epidemia sociale con un impatto non solo sanitario ma anche economico: curare un obeso diabetico costa al Servizio Sanitario nazionale dai 1200 ai 3900 euro all'anno. La terapia più duratura contro l'obesità, spiegano gli specialisti, rimane dunque l'intervento chirurgico.
«La chirurgia salva la vita agli obesi - spiega il professor Giorgio Bottani, direttore dell'unità operativa di Chirurgia generale e del centro di Chirurgia dell'obesità di Mortara che fa capo all'Azienda ospedaliera di Pavia -. E' dimostrato che la possibilità di rimanere in vita aumenta di 9 o 10 volte per chi si sottopone a un intervento rispetto a chi preferisce evitarlo».
All'ospedale di Mortara è stato operato in questi giorni il paziente numero 2000. Un bilancio spalmato su 12 anni di intensa attività: 900 sono i pazienti residenti in Lombardia, gli altri provengono da tutta Italia. Il centro lomellino rimane uno dei punti di riferimento più accreditati per gli interventi chirurgici sull'obesità.
E di 'Obesità e diabete: trattamento multidisciplinare" si parlerà nel convegno che si svolge sabato nella sala conferenze dell'Asl di Pavia, in viale Indipendenza. Vi partecipano un centinaio di medici chirurghi, ma i loro colleghi di medicina generale e il personale infermieristico.
L'evento è stato organizzato insieme all'Università di Pavia e all'associazione 'Amici obesi", formata dai pazienti operati e presieduta da Ilaria Servida.
«Abbiamo controllato sulla base dei dati dell'Anagrafe della Regione Lombardia relativi a 347 persone obese, di cui 52 diabetiche che abbiamo operato e ad altri 321 (di cui 54 diabetici) che abbiamo visitato ma che per loro scelta non sono stati operati - spiega Giorgio Bottani -. Emerge che, a 15 anni di distanza dall'intervento e dalle visite, il 90% di chi era stato sottoposto a intervento è ancora in vita contro il 20% di chi invece non l'ha fatto. Sono stime e proiezioni ma in ogni caso si tratta di dati evidenti che dimostrano il ruolo salvavita della chirurgia».
L'intervento, spiegano gli esperti, consente inoltre di mantenere per tutta la vita la massima parte del calo ponderale ottenuto. Tra i pazienti obesi il 24% degli uomini e il 37% delle donne tenta di dimagrire, ma solo il 5% di loro si rivolge alla medicina: gli altri si affidano ai consigli dietetici dei media e della pubblicità.
Sono circa 500mila gli obesi in Italia che dovrebbero essere operati con urgenza, spiega ancora Bottani.
«La diminuzione del peso corporeo, grazie alla chirurgia bariatrica, permette di migliorare e a volte risolvere diverse gravi patologie correlate all'obesità - spiega il primario di Mortara -. Gli interventi bariatrici consentono il miglioramento, già a un mese di distanza dall'operazione, dell'insufficienza respiratoria una risoluzione del 65% dei casi di diabete di tipo 2, il sollievo dal dolore nell' 89% dei pazienti affetti da osteoartrite, il miglioramento della circonferenza vita e dell'incontinenza urinaria oltre a quello della funzionalità cardiaca, della renale e della fertilità».

Maria Grazia Piccaluga