«Per certi mezzi ormai c'è solo la pista»

VOGHERA.Due padri di motociclisti, due storie diametralmente opposte. Giuseppe Lo Giudice ha perso un figlio, Alessandro, in un incidente di moto lungo la tangenziale di Voghera. Giuseppe Sandi, invece, segue il figlio 19enne Federico nel mondiale 'Superstock". Da entrambi, però, arriva la stessa constatazione: la moto, ormai, è un mezzo da pista. Un mezzo troppo potente per le strade trafficate d'Oltrepo. «Federico corre nel mondiale da cinque anni - spiega Giovanni Sandi -. Eppure non usa la moto sulle strade di tutti i giorni. Qualunque moto, oggi, è talmente potente da poter essere sfruttata solo in pista dove le vie di fuga sono studiate e le protezioni adeguate. In strada i rischi sono troppi». Molti rischi e poca attenzione alla prevenzione. «Da mesi chiedo alle istituzioni che mi mettano a disposizione una rotatoria - aggiunge Giuseppe Lo Giudice -. Conservo la moto distrutta di mio figlio e voglio metterla, a mie spese, in una teca di plexiglass dove tutti gli altri motociclisti possano vederla. Vale più una testimonianza di questo tipo di mille campagne contro la velocità: su strade come quelle di oggi serve una prevenzione di cui si devono far carico anche le grandi case produttrici di moto sempre più potenti».