Carbone firma la salvezza


PAVIA. La giornata della seconda salvezza del Pavia, quella vera dopo la prima sfumata per il -5, inizia con l'insolita scena delle code al botteghino e del ritorno del tifo organizzato in curva, e termina con i gavettoni dei giocatori e i cori a Mangone, «Amedeo olè». In mezzo c'è una partita che è un po' il condensato del campionato del Pavia: partenza ad handicap (0-1 dopo 3'), rimonta costruita sul carattere e illuminata da altre due perle di Benny Carbone (e fanno 13) a ribaltare il risultato. Mangone parla a ragione di una salvezza «non meritata, ma strameritata», e Calisti per il futuro prossimo punta ancora sul tecnico ingaggiato per allenare la Berretti e ritrovatosi a guidare la prima squadra.
La reazione azzurra, spinta da un pubblico triplicato rispetto alla media stagionale (riuscitissima l'iniziativa dei biglietti a 1 euro per curva e distinti), si vede quando la Sambonifacese, matricola-rivelazione venuta al Fortunati per vincere e centrare un clamoroso playoff, va in vantaggio con uno splendido colpo di testa in tuffo del 'vecchietto" Fattori (ex Verona e Torino in A, e compagno di Mangone al Piacenza) su punizione calibrata dal brasiliano Dimas.
Il Pavia non accusa il colpo, anzi il gol subito sembra dare la scossa e avvia una prestazione grintosa, dove la rabbia agonistica non fa perdere la lucidità. Cosi il pareggio di Carbone al 35', con superba fiondata di destro sotto la traversa dopo assist di Longobardi non arriva per nulla a sorpresa. Il Pavia però soffre tremendamente le punizioni di Dimas. Tanto che subito dopo i veneti passano di nuovo con un'azione fotocopia: stavolta è Pontarollo a battere di testa, miracolo di Serena, la palla arriva ad Altinier che ribatte in rete. Ma l'arbitro corre ad annullare e ammonisce il bomber della Sambonifacese: il tocco è di mano. Al 46' ancora Dimas, Serena stavolta è incerto, respinge su Pettarin che da due passi non inquadra la porta.
A inizio ripresa Valentini chiude bene su Carbone, poi Sarzi sull'altro fronte sfiora il palo con un rasoterra da fuori, quindi Longobardi servito da Menicozzo ha la palla per il 2-1, ma tira addosso a Valentini. Quindi è Beghin a colpire la parte alta della traversa di testa. La Sambo fa troppo poco per cercare quella vittoria indispensabile (mentre al Pavia visti gli altri risultati basterebbe il pari) ed è punita a 8' dalla fine ancora una volta da Carbone: dribbing stretto e destro quasi da fermo che non lascia scampo al portiere. E' il tripudio. A completare l'opera ci pensa Serena, che sventa il gol dell'ex Petresini.
«Evidentemente in casa abbiamo bisogno di incassare un gol per sbloccarci - dice Mangone a fine gara - ma siamo riusciti a fare le cose che avevamo preparato. Per limitare Dimas abbiamo messo un centrocampista un po' più basso». Poi il discorso va sul campionato. «E' positivo aver ottenuto la salvezza anche con giocatori provenienti dalla D e abbiamo dimostrato di poter lottare contro tutti. Per i playoff non eravamo pronti, l'ha dimostrato la gara persa con l'Olbia. Ma non dimentichiamoci che siamo stati ultimi per 8 giornate. Il momento più difficile? Dopo il ko con l'Itala: perdere punti in corsa ti costringe a riprogrammarti».
Mangone ammette qualche errore iniziale: «Ho sbagliato nelle prime giornate a fare giocare tre punte». Però sottolinea anche la sua mossa risolutiva: «Quando ho schierato Carbone prima punta erano molti gli scettici. Ma in questa categoria non c'è nessuno come lui e credo che possa dimostrarlo se è fresco e non costretto a rincorrere palloni».

Luca Simeone