Funerale «fai da te», i familiari chiedono i danni
LANDRIANO. Funerale «fai da te», ora i familiari del defunto chiedono i danni al Comune. Ai parenti di Francesco Vacchini proprio non è andata giù quella mattinata di metà agosto, quando la salma dell'uomo era stata portata a braccia dentro il cimitero perché gli addetti al servizio si erano «dimenticati» delle esequie. Un'umiliazione ed un dolore a cui ha fatto seguito il silenzio dell'Amministrazione comunale di fronte alla pretesa di un indennizzo, per quanto accaduto. Adesso scatta la causa vera e propria. La richiesta di risarcimento chiesta dalla famiglia è di 2.500 euro.
L'incredibile episodio si era verificato appena dopo Ferragosto. Il rito funebre di Francesco Vacchini, noto maestro di musica di Landriano, era stato officiato in mattinana nella chiesa parrocchiale di San Vittore Martire dal parroco don Angelo Lomi. Nonostante il periodo festivo, i presenti erano numerosissimi perchè Vacchini era molto conosciuto in paese. Il corteo funebre era arrivato davanti al cancello laterale del cimitero verso le 11,30. Ma la porta era sbarrata. E dei dipendenti del servizio funebre neppure l'ombra. In pratica gli addetti della cooperativa che svolgeva il servizio cimiteriale, la Domdoca, si erano dimenticati. del funerale di Vacchini. A quel punto, visto che non arrivava nessuno, erano stati gli stessi familiari e amici a pensarci. Prima cercando il loculo per la tumulazione, poi trasportando il feretro a braccia. Ma i problemi ancora non erano finiti. Giunti sul posto, i familiari avevano dovuto 'lottare" con la lastra che copre il loculo assicurata da grossi bulloni, che dovevano essere tolti. Insomma un disastro che aveva aggiunto dolore al dolore. I familiari non intendono dimenticare.
Soprattutto la figlia, Marika. Che al tempo dei fatti era anche incinta. «Abbiamo subito uno choc - racconta ora spiegando la decisione di chiedere i danni al Comune -. Il sindaco, Roberto Aguzzi, all'inizio era stato molto comprensivo e gentile con noi quando siamo andati a chiedere spiegazioni. Ha dato la colpa alla cooperativa, dicendo che l'amministrazione non c'entrava nulla con questo disservizio. Ma per noi l'interlocutore è il Comune. A chi poi affida il servizio, a noi non interessa». Ma c'è un altro aspetto. «Abbiamo mandato una lettera, qualche giorno dopo, al Comune per chiedere un risarcimento per quanto avevamo dovuto subire il giorno del funerale di mio padre - ricorda la Marika Vacchini -. Non si sono neppure degnati di rispondere. Questo ci ha ferito ancora di più». In questi giorni è piombata sul tavolo del sindaco la richiesta di 2.500 euro per i danni morali subiti. «La colpa non è nostra - si difende Aguzzi - tanto è vero che il giorno dopo questo increscioso incidente avevamo revocato l'incarico del servizio alla cooperativa. Contro la quale, ora che c'è una causa civile, ci rifaremo a nostra volta tramite i nostri avvocati».