Associazione artigiani, ora è resa dei conti

PAVIA. Il presidente dell'Associazione artigiani di Pavia, Rino Malinverno, domani potrebbe dover dire addio alla poltrona. All'ordine del consiglio direttivo c'è una mozione di sfiducia firmata da 8 consiglieri (su 14) con cui si chiedono le dimissioni di Malinverno. La ragione della richiesta sarebbe da individuare in una gestione che in molti definiscono «lacunosa». E soprattutto nella decisione di liquidare la società di servizi 'Assimp Srl", che cura la contabilità per la stessa Associazione artigiani. Cosi facendo da luglio si lasceranno a casa tutti i 45 dipendenti.
Si parla di resa dei conti, e in effetti il clima non è disteso. Per comprendere gli ultimi sviluppi della vicenda bisogna guardare a monte: alla decisione, assunta tempo fa da 25 dipendenti della 'Assimp" di rivolgersi al giudice del lavoro per ottenere dall'Associazione artigiani l'applicazione del contratto del commercio e il pagamento degli arretrati. Cosa che, dal dicembre scorso ad oggi, ha portato a 19 sentenze favorevoli per altrettanti impiegati, e quindi alla legittima aspettativa di vedersi riconoscere le spettanze richieste: i compensi arretrati a partire dal 2002, una cifra che sta per essere quantificata dal Ctu nominato dal tribunale, ma che oggi qualcuno ha già ipotizzato tocchi il milione di euro.
Le decisioni del giudice del lavoro si sono trasformate, per Malinverno e il resto dei vertici dell'associazione pavese, in un incombenza che poteva trovare due vie d'uscita: visto che, a seguito delle sentenze pronunciate dal giudice del lavoro, la Srl 'Assimp" si trovava a dover registrare un indebitamento di un terzo superiore al capitale sociale, poteva ricapitalizzare oppure chiudere i battenti. Malinverno ha scelto la seconda strada: la società è stata posta in liquidazione ed è stato nominato un curatore che dovrebbe provvedere alla gestione fino a luglio. Dopo di chè i 45 impiegati che ne hanno fatto parte, in alcuni casi da più di 30 anni, saranno disoccupati.
La vicenda ha scosso la metà del consiglio direttivo. E' stata, secondo alcuni, l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tanto destabilizzante da suggerire la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti di Malinverno. «Il motivo per cui ho presentato la mozione non è sicuramente la volontà di assaltare la poltrona di presidente - spiega Giuseppe Daidone -. Fortunatamente non ho bisogno di questa carica per vivere. Gli altri consiglieri mi appoggiano perchè condividono le mie perplessità».
I consiglieri sottolineano che la 'Assimp" «è una società in buona salute», che «ha un bilancio di 2 milioni di euro», e che «negli ultimi sette anni fatturati e utili sono sempre stati in attivo».
Per contro è stato deciso di affidare la contabilità a una ditta esterna, scelta che, secondo le voci critiche, «si rivelerà più costosa».