Il videogame che riabilita dopo l'ictus
PAVIA.Sfidare il computer in una partita a ping pong, destreggiarsi in un percorso a ostacoli, uscire da un intricato labirinto: sono alcuni dei compiti assegnati ai pazienti attraverso i nuovi dispositivi della riabilitazione robotizzata. I miglioramenti vanno di pari passo con i punteggi totalizzati nei videogames. Dal mese di marzo, alla Fondazione Maugeri, i pazienti affetti da lesioni acquisite del sistema nervoso centrale, possono avvalersi dei dispositivi robotici per la riabilitazione di spalla e gomito (a breve anche del polso), in supporto alla fisioterapia tradizionale, per recuperare l'uso degli arti superiori immobilizzati.
Il trattamento riabilitativo, che fino ad oggi era affidato unicamente al lavoro dei fisioterapisti, viene ora integrato con l'utilizzo di sofisticate apparecchiature in grado di riprodurre l'intervento umano del terapista e andare oltre. «Mutuando la decennale esperienza maturata all'istituto di Veruno, nel Novarese, con i dispositivi robotizzati - afferma l'ingegnere Roberto Colombo, responsabile del servizio di Bioingegneria della Maugeri - il paziente è messo nella condizione di recuperare, nei limiti dell'abilità residua, il movimento dell'arto superiore, a seguito di paralisi causata da ictus cerebrale o trauma cranico». Se il ruolo del terapista è quello di accompagnare il movimento dell'arto stesso, totalmente paralizzato o in parte controllato dal paziente, i sistemi robotizzati permettono di quantificare la forza, l'accelerazione e la velocità di spostamento in base alla situazione individuale del paziente. Ciò permette di monitorare e pianificare il percorso riabilitativo personalizzato del degente e, se necessario, modificare la strategia di intervento.
«Per ora, la riabilitazione robotizzata viene utilizzata soltanto con i pazienti neurologici - dice Isabella Springhetti, primario dell'unità operativa di Recupero e Riabilitazione Funzionale a Pavia - che sono circa il 20%. Infatti il paziente sottoposto alla riabilitazione robotizzata deve avere un certo grado di autonomia a livello cognitivo e motorio. Questa nuova fisioterapia è una integrazione alla terapia usuale. Proprio grazie all'interattività con il robot, permette di effettuare un esercizio in più aumentando cosi l'intensità del trattamento senza un incremento delle risorse richieste e dei costi».