Cinciarini: «Pavia non deve sparire»


PAVIA. Andrea Cinciarini potrebbe restare, sempre che Pavia abbia ancora una squadra in LegaDue. «Ho letto delle difficoltà economiche e sarebbe un peccato se Pavia perdesse il basket perché questa città lo ama», spiega il play, protagonista dell'Edimes arrivata ai play off. «Non ho ancora deciso - spiega il 23enne - ma piuttosto che giocare 6' a partita in A preferirei restare a Pavia».
Cinciarini ha un altro anno di contratto con Montegranaro. «Devo parlare del futuro con la società, il mio procuratore e la famiglia - dice il pesarese - . Il mio obiettivo è diventare un giocatore protagonista in serie A, ma so che ci sono delle tappe intermedie, come l'anno appena finito dimostra. A Pavia ho vissuto la mia prima stagione da titolare, un risultato per cui devo ringraziare il presidente Bianchi e gli allenatori Salieri e De Raffaele. Potrei anche restare se l'alternativa fosse giocare pochi minuti a partita in serie A». Al momento però sono solo ipotesi, cosi come è un'ipotesi, ma non infondata, che Cinciarini venga convocato in azzurro per i Giochi del Mediterraneo. «Sarebbe la ciliegina sulla torta della stagione - spiega il play - . Mi hanno detto di stare pronto perché il raduno è a fine maggio. Vedremo».
In bilico è anche il futuro di Pavia. «Se dovesse sparire il basket pavese sarebbe un peccato perché appena la squadra è riuscita a trasmettere entusiasmo con le sue vittorie, i tifosi hanno risposto - dice Cinciarini - . Io non avevo mai visto 500 persone andare in trasferta come è successo a Cremona. E anche dopo il ko in gara4 dei quarti, c'erano tifosi ad applaudirci all'uscita dagli spogliatoi. Spero che Bianchi trovi gli imprenditori che lo possano aiutare e che Zoncada (mister Edimes, ndr) non lasci».
Domani cominciano le semifinali (Sassari-Scafati e Soresina-Casale) e avrebbe potuto esserci anche Pavia. «Soresina era più forte e aveva più benzina perché avevamo usato tante energie per arrivare alla salvezza dopo il brutto avvio - spiega Cinciarini - . Ma se avessimo vinto gara1 a Cremona, come era nelle nostre possibilità, le cose sarebbe cambiate. In gara3 abbiamo avuto l'orgoglio di evitare il cappotto, ma in gara4 è emersa la loro maggiore esperienza». E dire che i play off sembravano impensabili solo pochi mesi fa, dopo le sconfitte che portarono alla sostituzione di coach Salieri con De Raffaele. «La vittoria a Veroli e quelle in casa con Scafati e Jesi, pur senza Ammannato e Mobley, ci hanno fatto capire che eravamo una buona squadra - ricorda il play - e se non avessimo perso di un punto a Roseto e all'ultima azione con Brindisi saremmo entrati nelle prime cinque». Allora, forse, le cose sarebbe andate diversamente, ma ora conta solo avere ancora una squadra per parlarne.

Claudio Malvicini