Tutti i dubbi del popolo degli indecisi

TORTONA.Più di un tortonese su cento è candidato al consiglio comunale, tutti gli altri cercano di farsi un'idea di quello che sta succedendo dopo le dimissioni di Franco Marguati ad un soffio dalla scadenza del mandato e in aperta polemica con la maggioranza che lo aveva portato in Comune, ma sostenuto a fasi alterne. Dimissioni che in qualche modo hanno fatto fibrillare il centrodestra: non è un caso se sei degli otto candidati provengono o si sono formati in quest'area. Il cuore delle manovre elettorali resta nelle segreterie di partiti e movimenti civici, ma le operazioni di marketing politico si svolgono lungo via Emilia: qui tutti gli elettori bene o male devono passare ogni giorno, qui i comitati elettorali hanno preparato le loro vetrine tappezzate di manifesti e slogan. Gli indecisi sono ancora moltissimi e il sondaggio commissionato dal candidato Paolo Ronchetti alla 'ProQuest research ad consulting" sembra confermarlo in pieno: alla metà di maggio, meno di un mese dal primo turno elettorale, più del 15 per cento dei tortonesi ancora non ha deciso per chi votare. Ma cosa chiedono gli elettori ai candidati sindaco? E cosa pensano del fatto che ci sono 8 persone a sfidarsi per il municipio con un seguito di oltre 300 candidati consiglieri? Parte da qui un mini-sondaggio tra i tortonesi indecisi. «Personalmente non ritengo che otto candidati sindaco siano troppi - risponde Romina Mega: in questo modo c'è più possibilità di scelta...». Vuol dire che ha già preso una posizione? «No, li ho visti tutti e ho letto tutti i programmi: per farmi un'idea precisa, però, aspetterò l'ultimo minuto». Proposte per i candidati? «L'isola pedonale cosi come è organizzata non va: sarebbe meglio aprire al traffico la mattina e chiuderla al pomeriggio. L'altro grosso problema è quello dei posteggi: quelli esistenti sono pochi e quelli in progetto, come il Lavello, mi preoccupano per l'impatto che avranno». Otto candidati, al contrario, per Franco Muttisono un'esagerazione: «Troppi per una città delle dimensioni di Tortona - spiega -. Ad un sindaco i cittadini dovrebbero chiedere semplicemente di essere un amministratore attento e di conoscere la città fin negli angoli più nascosti. A prescindere dalla tessera o dall'appartenenza politica». Primi problemi da affrontare? «Verde, tobini, sporcizia: le piccole cose da cui si giudica l'organizzazione di una città». Sono troppi otto candidati anche per Federico Falcin: «Una frammentazione di questo tipo porterà inevitabilmente a disperdere i voti: chi si troverà ad amministrare Tortona rischia di non avere un sostegno sufficientemente robusto». Ma perchè i candidati sono cosi tanti? «perchè l'amministrazione uscente ha lasciato troppi nodi irrisolti: partire dagli effetti della crisi economica che in città non mi pare abbia avuto rispote sufficientemente forti». Valentina Carchidi, infine, solleva il tema della disaffezione alla politica: «Questo proliferare di candidati dà l'idea di una caccia alla poltrona. Già la gente ha poca fiducia nella politica, figuriamoci con 8 candidati sindaco e 300 candidati consiglieri». Ma non può essere che a tanti candidati corrisponda una pluralità di proposte? «Non mi pare il caso di Tortona: la situazione politica locale è confusa e la gente non sa che fare. Ritengo che la base di partenza di ogni programma debba essere la stessa: risollevare la situazione economica». (a. bo.)