Terzo negozio rapinato con il coltello da cucina
VOGHERA. E tre: nel giro di un mese il rapinatore solitario dei negozi ha colpito ancora. Dopo la lavanderia di corso Rosselli e la cartolibreria di via Don Minzoni, il bandito l'altro pomeriggio ha dato l'assalto a un'altra lavanderia: il lavasecco «Nuovo Centro» di via Papa Giovanni. Anche stavolta il malvivente ha agito a volto scoperto e anche stavolta il bottino è stato decisamente esiguo: circa 200 euro in biglietti di piccolo taglio contenuti nel registratore di cassa. E' probabile che il rapinatore sia l'autore anche di un colpo analogo messo a segno ai danni di una lavanderia di Tortona, nelle ultime settimane.
Cinzia Pollini, la titolare, è ancora molto scossa per l'accaduto.
«Ogni volta che ci penso, mi viene la tachicardia - afferma l'artigiana - E dire che, sulle prime, stavo quasi per reagire e oppormi alla rapina». Com'è andata? «Saranno state le 17.30, passate da qualche minuto - racconta la titolare della lavanderia Nuovo Centro - Di solito nel negozio siamo sempre in tre: due al banco e una persona al lavoro nel retro. Invece in quel momento nella parte anteriore della bottega c'ero solo io, mentre mia figlia era nel retro. La porta era chiusa come sempre. A quell'ora si è presentato un giovane, che ha suonato per farsi aprire. Aveva un paio di pantaloni grigi: di quelli con taglio classico, con le pence. Poi aveva una maglietta bianca, un cappellino rosso e un paio di occhiali da sole. Ho pensato che fosse un nuovo cliente, oppure qualcuno che doveva chiedere un'informazione, e ho aperto».
Il colpo è stato rapidissimo. «Si - conferma Cinzia Pollini - Appena è entrato quell'uomo ha estratto dalla tasca sinistra dei pantaloni un coltello da cucina e me lo ha puntato addosso. Mi ha detto una frase che non ricordo bene, ma che conteneva un insulto: qualcosa come 'Svelta, st...a: apri la cassa e dammi i soldi". Io sulle prime non mi sono neppure spaventata troppo. Ho detto a mia figlia, che era nel retro: 'Samanta, chiama i carabinieri!", ma lei non ha sentito e non si è accorta di nulla. Il rapinatore quando ha sentito che volevo chiamare i carabinieri è rimasto interdetto per qualche secondo, ma si è ripreso subito. Io gli ho aperto il registratore di cassa: lui si è avvicinato, ha arraffato tutti i soldi che c'erano, circa 200 euro, e se ne è andato. In tutto il colpo sarà durato meno di un minuto. Tanto che non ho fatto neppure in tempo ad accorgermi bene di quanto era accaduto. Ricordo che sono stata tanto calma, subito dopo il colpo, da ragionare su un fatto: il rapinatore aveva indossato un paio di pantaloni di quel tipo, e non un paio di jeans, perchè con i jeans non avrebbe potuto nascondere un coltello di quel tipo in tasca». Era riconoscibile? «Direi di si, visto che praticamente non era mascherato. Indossava solo un cappellino rosso e un paio di normali occhiali da sole. Mi pare di non averlo mai visto qui in giro, non era una faccia nota». Sul posto, poco dopo la rapina, sono intervenuti i carabinieri di Voghera: del malvivente, però, non c'era più alcuna traccia.
E' il terzo colpo ai danni di piccoli negozi, una cartoleria e due lavanderie, compiuto nelle ultime settimane nella zona. In tutti e tre i casi il rapinatore ha agito a volto scoperto e ha minacciato le esercenti con un coltello. In tutti e tre i casi le descrizioni del malvivente coincidono: sotto i rent'anni; alto un metro e 65; vestito in modo 'casual" ma non griffato; italiano, senza particolari inflessioni dialettali; e mancino. Le rapine sono state compiute in un raggio di circa 300 metri l'una dall'altra. Il 7 aprile un rapinatore solitario, armato di coltello, ha affrontato la titolare di una cartoleria in via Don Minzoni e si è portato via tutto l'incasso presente in quel momento: poco meno di 350 euro. Poi ha fatto perdere le proprie tracce. Il malvivente ha agito in pieno giorno, alle 15.30, quando la cartoleria aveva appena aperto per il pomeriggio. In quel momento nel negozio non c'era nessuno, solo la titolare. Colpo-fotocopia pochi giorni dopo, il 17 aprile, ai danni della lavanderia «La Vela» di corso Rosselli. Rosanna Bellu, 44 anni, la titolare della bottega, alle 16 aveva appena aperto il negozio e in cassa non aveva nulla. Il rapinatore, minacciandola con un coltello da cucina appoggiato al braccio, l'aveva costretta ad aprire la borsa che teneva nel retro del negozio e a consegnargli tutto il denaro che aveva: poco meno di 500 euro. L'idea investigativa è che si tratti di un vogherese, un abitante della zona che subito dopo i suoi colpi si rifugia in casa facendo perdere cosi le proprie tracce. Visto che la stazione ferroviaria non è troppo lontana, è anche possibile che il malvivente utilizzi il treno per lasciare Voghera velocemente. Le indagini dei carabinieri di Voghera sono in corso.