E oggi tocca ai discesisti puri

Bravo Scarponi, scalatore che arriva (anche lui...) da una squalifica di due anni per il pasticcio-doping dell'Operacion Puerto. Vince una tappa per mezzi scalatori che aveva rischiato di diventare una frazione per velocisti. Il suo compagno di fuga, Kirienka, ha commesso un clamoroso errore: ha dimenticato di pedalare in discesa e si è ritrovato con i crampi. Lo stesso errore lo commise due anni fa Di Luca scendendo dal Col delle Finestre. E ci rimise il Giro. La discesa, che i profani ritengono una cuccagna per i ciclisti, nasconde mille insidie, compresa quella citata. Ma, soprattutto, la discesa è un campo di gara come altri. Siccome la tappa che oggi riporta il Giro del Centenario in Italia è, in realtà, una tappa in discesa (i cinque chilometri di pianura finali sono preceduti da quasi 30 chilometri con il naso costantemente all'ingiù), val la pena di ricordare gli assi di quella che poco vezzosamente viene definita la «tomba aperta». Bravissimi in questo tipo di terreno erano Zilioli, Moser, Pantani e Savoldelli. «Le facevo in trance - raccontava Italo Zilioli senza trovare un sorriso che nessuno gli ha mai conosciuto - Non posso certo dire che mi divertivo. Ma andavo a intuito, riuscivo a immaginare cosa c'era al di là della curva. All'arrivo ero teso come una corda di violino. Vincevo carico di stress».
Moser invece faceva d'impeto i tornanti all'ingiù. Si racconta che, chiusa la curva, facesse addirittura «saltare» la ruota posteriore per riallinearla in fretta all'anteriore e ri-pigiare sui pedali. Pantani era invece un kamikaze, si metteva con tutto il corpo all'indietro, fuori dal sellino, rischiando tremende amputazioni. Savoldelli, l'ultimo vero asso, era un ignegnere, un fenomeno freddo. Lo chiamavano «il falco» perché planava non sbagliando nulla, non correggendo mai la traiettoria. La più bella che gli ho visto fare è stata quella (davvero «a tomba aperta», visto che non c'erano parapetti) della Fauniera. La vinse davanti a Pantani. Era il 1999, il Giro che fini (non solo per Pantani) a Madonna di Campiglio. E fu vinto per modo di dire da Gotti.