Brega, accuse ancora più gravi: 4 omicidi volontari
MILANO. Quattro omicidi volontari, aggravati dalla crudeltà, e quattordici casi di lesioni gravissime. Un paziente anziano operato nonostante avesse in corso un infarto, e poi deceduto. Amaro risveglio, ieri, quello di Pier Paolo Brega Massone, il chirurgo pavese della clinica «Santa Rita» in carcere dal 9 giugno 2008. La contestazione è stata fatta dai pubblici ministeri Tiziana Siciliano e Grazia Pradella nell'ambito dello stralcio d'inchiesta, rimasto aperto mentre è in corso, davanti alla IV Sezione del Tribunale penale di Milano, il procedimento per truffa e lesioni colpose. La nuova imputazione oltre che il chirurgo pavese riguarda anche gli altri sanitari della struttura Fabio Presicci e Marco Pansera in relazione ai casi di quattro pazienti deceduti.
L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, scritta dal Gip Micaela Curami, è lunga 158 pagine. Ieri i difensori di Brega Massone, gli avvocati Massimo Pellicciotta e Pietro Trivi, hanno evitato di entrare nei dettagli. «Ci riserviamo di studiare nei dettagli un'ordinanza molto corposa», ha commentato l'avvocato Trivi. Gli interventi compiuti dai chirurghi della clinica privata, stando a una nuova consulenza tecnica della Procura, avrebbero causato la morte dei pazienti. Tre di questi episodi non avevano retto al Tribunale del Riesame che in relazione all'omicidio aveva annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, confermandola, invece, per altri reati. Dalla nuova consulenza disposta dai Pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano emerge anche un caso nuovo: quello di E.G.D., 89 anni, operato nel 2005 per un «nodulo polmonare da non correlarsi nè a un rischio di morte imminente o prossimo, nè ad alcuna sintomatologia clinica». Nonostante questo, Brega Massone consigliò l'operazione e vi è una «relazione causale tra l'intervento di tracotomia eseguito in data 2 marzo 2005 e il decesso». I consulenti sembrano sbigottiti quando scrivono che «appare ancor più sconcertante, incredibile» la circostanza che i medici «ben sapevano che il paziente aveva in corso addirittura un infarto miocardico acuto» ed erano «pienamente consapevoli del pressochè nullo beneficio che il trattamento chirurgico avrebbe portato» alla vittima. Tra le novità dell'ultima ordinanza la «sempre maggior autonomia» di Presicci e Pansera rispetto a Brega Massone, tanto che i due medici rivestono anche qualifiche di «primo operatore in una serie di interventi, tutti caratterizzati da particolare, quanto inutile aggressività». E il Gip sottolinea lo «sconcertante quadro di aggressività costantemente operato al di fuori o in assenza di valido consenso informato, e non supportato da valide finalità terapeutiche». All'elenco delle accuse devono aggiungersi anche quattordici casi di lesioni volontarie ai danni di pazienti. I Pm avevano chiesto il carcere anche per sette anestesisti, ma il Gip non ha accolto la richiesta, argomentando che a carico loro è ipotizzabile una «responsabilità omissiva» e nei loro confronti, quindi può «essere mossa una accusa di negligenza ed imperizia: appare quindi configurabile a loro carico un concorso colposo in delitto doloso». Rimangono quindi indagati a piede libero. Brega Massone sarà interrogato oggi alle 15,30.