Amianto a Sannazzaro
SANNAZZARO.Un deposito di lastre di cemento-amianto al rione Contò, sepolte dal terreno sulla sponda destra del torrente Erbognetta.
Sono ben celate da arbusti e terra, lambite dall'acqua di un cavo. E' l'ennesimo ritrovamento di amianto, materiale notoriamente tossico, abbandonato certamente qualche mese fa e tornato alla luce solo ora, dopo la recente piena di fossi e canali.
Il deposito abusivo è stato notato da alcuni volontari del Gruppo Lomellino di Primo Intervento (Glpi) - la protezione civile di Sannazzaro - impegnati nei loro abituali giri di ricognizione in campagna. Ieri mattina è stato dato l'allarme. Spiega il volontario Salvatore Masia: «Le lastre sono emerse solo dopo la piena dell'Erbognetta. E' probabile che il deposito abusivo sia più ampio di quando si vede sulla riva del torrente. Si dovrà scavare sulla parte che ricopre la discarica».
Si tratta comunque di uno sversamento che risale a qualche mese fa, passato inosservato per la presenza sulla riva di erba spontanea. E' emersa tutta la sua pericolosità (per gli uomini e gli animali) solo dopo l'azione di erosione della sponda da parte del flusso di corrente d'acqua dopo la recente piena dei torrenti. Salvatore Masia ammette: «E' comunque il quinto caso, in soli due mesi, di ritrovamento di tale natura nel territorio comunale di Sannazzaro. Si tratta di un degrado che va meglio prevenuto e controllato». Intanto, dopo il rinvenimento delle lastre d'amianto al rione Contò, il Glpi ha opportunamente informato la polizia locale, il Comune e il Consorzio Irriguo Est Sesia, gestore del torrente: gli enti saranno ora chiamati alla necessaria bonifica. (p.c.)