Pavia, il rebus dello sponsor
PAVIA. Per sette anni (a partire dalla stagione 2002/2003, la seconda in LegaDue) è stato lo sponsor di Pavia. Ma ora le strade dell'Edimes e della Nuova rischiano di dividersi. E' questo, al momento, il principale rebus da risolvere. Senza la certezza della sponsorizzazione non si può programmare il futuro, specie in una situazione di crisi economica come l'attuale. Paolo Zoncada, mister Edimes, è soddisfatto della stagione che si è appena conclusa. Ma del domani non parla. Un silenzio che potrebbe preludere ad una sua possibile uscita di scena. Nell'ambiente c'è chi parla di «grande gelo» tra lui e Gianmarco Bianchi. Ma il presidente si dichiara pronto a trovare un accordo.
«Ho già avuto la disponibilità della famiglia Boerci a continuare la collaborazione con noi, confermando l'impegno del compianto Bruno - spiega Bianchi - E' evidente che sarei ben felice di poter contare anche su Zoncada. Sono i soci rimasti al mio fianco in questi anni. Ma per il futuro bisogna pensare ad aggiungere altre risorse, anche perchè la LegaDue sarà sempre più competitiva e difficile». Zoncada traccia un bilancio soddisfacente dell'annata. «E' stato davvero un bel campionato. Bravo Walter De Raffaele a guidare la squadra alla rimonta, portandola sino ai play off: è un coach di valore, l'ha dimostrato sul campo. Ma resto convinto che anche Stefano Salieri avrebbe potuto far bene: a penalizzarlo sono state, oltre alla mancanza di esperienza in LegaDue, le due sconfitte di un punto con Brindisi e Roseto. In quel momento il presidente ha ritenuto opportuno cambiare e i risultati gli hanno dato ragione». Non appena il discorso scivola sul futuro, Zoncada preferisce non parlare: «Bianchi sa benissimo come muoversi e che scelte fare». Poi si chiude nel silenzio. Un atteggiamento che apre più di un interrogativo sulla questione sponsor, anche se il presidente si dimostra disponibile a trovare ogni soluzione possibile per mantenere il grande basket a Pavia, augurandosi di ripartire anche nella prossima stagione con gli attuali soci. «La crisi economica - spiega Bianchi - ha colpito anche il basket. Ci sono società gloriose come Sassari e Livorno che hanno annunciato un ridimensionamento dei loro programmi. A Cremona si sta parlando di una fusione tra la Vanoli Soresina e la squadra che gioca in A dilettanti. Anche in serie A ci sono club in difficoltà. Noi non possiamo contare sul sostegno delle istituzioni pubbliche, come avviene in altre piazze». Il presidente della Nuova ha allacciato diversi contatti, tra cui quello con la famiglia Ruggeri di Voghera. «Sono imprenditori importanti, che hanno la passione del basket. Le porte della nostra società sono aperte a loro come a chiunque altro ci voglia aiutare per mantenere la pallacanestro di vertice a Pavia». Bianchi è in rapporti stretti anche con Franco Curioni, patron dell'Assigeco Casalpusterlengo (attualmente impegnata nei play off di A dilettanti). «E' una realtà diversa dalla nostra, con un grande settore giovanile ed un budget di primo piano. Anche in altre realtà si sta parlando di unire le forze per non disperdere le energie. Ma, lo ripeto ancora una volta, la mia volontà è quella di restare a Pavia. Per riuscirci, però, serviranno investimenti importanti». L'entusiasmo dei tifosi per una squadra capace di risalire dall'ultimo posto ai play off ha ripagato, in parte, il presidente degli sforzi compiuti in questa stagione. Il «miracolo sportivo» di Pavia è stato applaudito non solo dal pubblico del PalaRavizza a conclusione dell'ultima sfida con Soresina, ma anche da tanti addetti ai lavori. Ma i complimenti non bastano. E' il momento di pensare al futuro. Anche perchè sarebbe triste non rivedere più i «muri di folla» in via Treves.