Latina d'attacco, ko se non arriva a 70

VIGEVANO.Se si gioca a chi ne segna di più, con Latina c'è il rischio di uscire con le ossa rotte. Lo dicono i numeri di stagione regolare dei laziali che hanno dimostrato di avere nelle corde produzioni offensive di tutto rispetto. Da questo punto di vista, la finale ha molte similitudini con la serie appena chiusa contro Treviglio. I numeri dicono anche che Latina facilmente perde se segna meno di 70 punti, anche se in due occasioni in stagione regolare se l'è cavata vincendo sotto tale quota: a Sant'Antimo all'andata (64-65) e a Ferentino al ritorno (56-66). A quote alte od altissime, i laziali hanno perso solo una volta, a a Molfetta nel ritorno (95-94). Tutte le altre sconfitte sono arrivate a quote basse, vale a dire a Siena (74-71) alla sesta di ritorno, a Barcellona Pozzo di Gotto (68-67), in casa con Ferentino (64-71) alla decima di andata o ad Osimo (79-69) alla nona. Attorno a quota 70, Latina batte Siena (73-69) in casa alla sesta di andata, vince a Trapani (59-70) il turno dopo e a Firenze (71-73) alla terza di ritorno, passa a Potenza (64-71) e regola in casa Barcellona (70-66) alla penultima. Negli altri casi ha superato quota 80 punti.
Il trend si fa più deciso nelle serie play off in cui la squadra di coach Giovanni Benedetto viaggia sistematicamente ad alte quote, compreso il ko ad Osimo in gara2 di semifinale (100-92). Nelle serie post stagionali si alza pure la media realizzativa di alcuni dei suoi uomini più rappresentativi, da Muro a Svoboda, solo per citare i casi più evidenti, con incrementi di 4-5 punti a gara rispetto alla stagione regolare.
Al di là delle singole cifre, un altro aspetto di rilievo da tenere in dovuta considerazione è la capacità ripetutamente offerta da Latina di costruire parziali robusti, di mettere insieme quarti di partita segnando 25-30 punti. Quando è successo, questi break hanno cambiato la partita peché gli avversari sono poi difficilmente riusciti a ricucire lo strappo. La filosofia offensiva preferita alla fine rimane quella di aprire le difese con l'efficacia dei propri uomini interni, liberando spazio per i tiratori perimetrali, liberi sugli scarichi se gli avversari adeguano e raddoppiano sotto canestro. (f.ba.)