Lite Tremonti-Berlusconi


ROMA. Strada in salita per il decreto terremoto. C'è il presunto scontro all'interno del governo, ci sono le modifiche che la commissione Ambiente del Senato si appresta a varare, c'è l'opposizione che sente puzzo di bruciato e odor di fiducia sul decreto. «Berlusconi una furia contro Tremonti per il terremoto» è il titolo di Europa, quotidiano dell'area Margherita del Pd. Nell'articolo si accenna a un contrasto fra presidente del consiglio e titolare dell'Economia, contrasto che si sarebbe spinto addirittura a un passo dell'addio.
Tremonti sull'orlo delle dimissioni o del dimissionamento, le ipotesi. Tutto si sarebbe consumato venerdi scorso, in due tempi. Prima Berlusconi annulla la visita all'Aquila poi, in consiglio dei ministri, vara tre emendamenti al decreto legge e spiega che potrebbero arrivare anche più di 150mila euro come contributo alla ricostruzione.
Venerdi, occhio alle date. Sono alemno tre giorni che i giornali attaccano il premier sul decreto. Che i soldi fossero molti meno degli 8 miliardi promessi a più riprese, era stato chiaro dalla presentazione del decreto. Solo che dal terremoto è passato un mese esatto (6 aprile- 6 maggio) e tutte le tv hanno fatto il bilancio della situazione. Anche Porta a porta dove il 5 maggio Silvio Berlusconi ha parlato del divorzio dalla moglie, ma anche, grazie a una domanda fuori tema del direttore del Messaggero, Roberto Napoletano, di terremoto (con tanto di appunti riassuntivi tenuti in mano e sbandierati). Il quadro che ne è venuto fuori, però, non convince. Da cui il possibile contrasto con Tremonti, da cui la necessità di un passo indietro.
Per capire bene la situazione occorre sapere che il decreto legge è di fatto una legge delega. Ci sono le coperture delle spese, ma niente è detto riguardo alle cifre, tutto è rinviato a decreti del presidente del consiglio da presentare in seguito. Con una procedura non molto ortodossa le coperture sono calcolate su ipotesi svelate solo dalla relazione tecnica. I 150mila euro, insomma, nel decreto non ci sono. Ora non è escluso che il governo presenti altri emendamenti oltre ai tre annunciati da Berlusconi, per altro mai arrivati in commissione. «Potrebbero essere tre, ma anche di più - dice Roberto Menia, sottosegretario all'Ambiente in una pausa dei lavori in commissione - non sono questioni facili e si va a toccare l'articolo 3 con il grosso degli interventi sulla ricostruzione». La sostanza di tutto. In attesa degli emendamenti la commissione va avanti nell'esame della legge di conversione del decreto. Ma i tempi si allungano e il decreto non arriverà in aula domani, ma «martedi della prossima settimana», come conferma Menia. «Molto dipenderà - spiega - da quando l'esecutivo presenterà gli emendamenti annunciati». Emendamenti che cambieranno le coperture. Tremonti, insomma, deve trovare altri soldi. E spendibili subito.

Alessandro Cecioni