Gambolò, scoprire i bulli
GAMBOLO'. I genitori a lezione contro il bullismo. Venerdi sera all'oratorio di Gambolò Vincenzo Andraous, volontario della Casa del Giovane, ha parlato con i genitori dei ragazzi delle scuole medie a cui aveva in precedenza tenuto dei corsi anti bullsimo. «Non intendo ripercorrere gli stessi metodi che ho utilizzato a scuola - ha esordito Andraous - volevo soltanto dare un segno su quello che significa assumere un atteggiamento di prevaricazione e violenza».
Ha continuato: «A Gambolò mi sono trovato a parlare in una realtà in cui il bullsimo non c'è, ma questo non significa però che non se ne debba parlare. Io non mi sono presentato come un maestro e un sapiente, ma come uno che racconta la propria storia. Per me è stato facile entrare in un vicolo cieco, che mi ha portato alla prigione, ma allo stesso tempo non è stato semplice uscire da quel tunnel». Ai ragazzi Andraous ha raccontato come la sua esperienza sia iniziata lanciando un cancellino alla sua professoressa che stava scrivendo alla lavagna, mentre con i genitori ha proseguito illustrando i tratti comuni del bullismo. «La cosa che mi ha fatto piacere - racconta - è stata quella di trovare ragazziche non avevano paura ad affrontare l'argomento. Sanno che quando ci sono certi tipi di difficoltà si possono chiamare i professori oppure i genitori. Insomma non esiste omertà. Ma non dobbiamo dimenticarci che non esiste soltanto Gambolò. Ci sono vicine altre realtà e poi c'è tutto quello che ogni giorno apprendiamo dalla televisione». L'educatore ha poi spiegato come spesso episodi di bullismo si possano verificare di colpo in ambienti che sono fino a un momento prima tranquilli, condannando il silenzio dei compagni. «Le vittime sono tre. Chi subisce gli atti di prevaricazione- ha concluso - chi assiste in silenzio, ma anche lo stesso prevaricatore».