Scuola, la paura del 5 migliora la condotta


VIGEVANO.Il voto di condotta è un deterrente nei casi in cui gli studenti hanno già dentro di sé le risorse e gli stimoli per rimettersi in carreggiata; è inutile nei casi in cui si accompagna anche a un rendimento scolastico negativo e a una situazione di disagio personale più profondo. Sono le prime conclusioni, ancora provvisorie, condivise da alcuni dirigenti scolastici a quasi un anno dall'introduzione del 5 in condotta, con la riforma Gelmini. Maria Grazia Dallera, preside dell'istituto superiore Casale, è di questa opinione: una valutazione che si è formata sul campo, durante tutto l'anno scolastico. «Bisogna sempre valutare caso per caso - spiega la preside -. In alcuni casi il voto di condotta negativo nel primo quadrimestre ha avuto una ripercussione positiva, in altri casi non ha prodotto più di tanto, soprattutto quando il voto negativo in condotta è collegato a un profitto negativo, e quindi non è determinante, di per sé, al fine della bocciatura». Il rischio di un 5 in condotta, però, cambia l'atteggiamento di chi ha commesso magari una leggerezza ma ha in sé le risorse e le motivazioni per rimettersi in carreggiata, «anche se - sottolinea Dallera - fino all'ultimo si fa il possibile per recuperare anche gli studenti nelle situazioni più difficili». Tra poche settimane inizieranno gli scrutini. La preside del Casale dice che non prevede bocciature per il voto di condotta, ma per un profitto negativo accompagnato magari anche da un 5 in comportamento. Nessuno, però, salvo situazioni dell'ultimo mese, dovrebbe rischiare la bocciatura solo perché si è comportato male a scuola. «Nel secondo quadrimestre abbiamo preso provvedimenti disciplinari - spiega Dallera - ma non gravi come nel primo quadrimestre (si veda l'articolo a lato, ndr). Abbiamo avuto sospensioni di un paio di giorni per il mancato rispetto delle regole interne: con alcuni ragazzi sembra di parlare un linguaggio diverso». E alle scuole medie di primo grado? «Nel primo quadrimestre abbiamo avuto un solo 5 in condotta con sospensione, ma era un caso particolare - spiega Caterina Cornalba, preside delle medie Bramante e Bussi -. Prima per il 5 in condotta serviva una lunga sospensione, ma il decreto è cambiato, e basta un 'ammonizione del consiglio di classe per avere 5 in condotta. Noi non l'abbiamo usato come deterrente, ma abbiamo spiegato ai ragazzi che scivolare dal 6 al 5 sarebbe un problema serio. Un po' serve, a chi ha commesso una sciocchezza, a chi prende coscienza che può rischiare una bocciatura». Ma ci sono anche i 'recidivi" «che nonostante tutto continuano imperterriti a comportarsi male, e non capiscono che possono perdere anno scolastico oppure lo danno già per perso». Problemi di bullismo? «Conclamato no - spiega Cornalba - magari problemi di età adolescenziale, ma molto contenuti, episodi non gravi ma non tollerati. Qualcuno che si sente un po' superiore, ma viene frenato. Però vedo nei ragazzi anche tanto entusiasmo». «Il 5 in condotta sarà dato in casi estremi - spiega Lucio Sollima, preside delle medie Besozzi e Robecchi -. Ne abbiamo dati cinque nel primo quadrimestre, in casi particolari. Di solito si tratta di ragazzi che hanno anche un profitto pesante, e il problema non è solo la condotta. Nel secondo quadrimestre abbiamo sospeso due ragazzi per tre giorni, perché continuavano a disturbare in classe e avevano preso più note sul registro. Ma non ci sono stati atti di bullismo».
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Denis Artioli