Ora Parisi rilancia il "Mattarellum"
ROMA.Nella polemica sul referendum elettorale che ha investito i promotori Giovanni Guzzetta e Mariotto Segni, si è inserita ieri una iniziativa di Arturo Parisi: il ripristino del «Mattarellum», la precedente legge elettorale firmata da Sergio Mattarella, che assegnava il 75 per cento dei seggi con il maggioritario (piccoli collegi uninominali) e il 25 con la proporzionale.
È una proposta di un solo articolo, firmata, oltre che da Parisi, da Malgieri (Pdl), Cambursano (Idv) e Brugger (Svp). Si accompagna a un'altra presentata al Senato, che ha già raccolto 35 firme, la prima di Stefano Ceccanti (Pd).
Parisi ha spiegato che l'iniziativa presa alla Camera si muove nel solco tracciato dal comitato promotore del referendum: una delle poche consolazioni per Guzzetta e Segni, in una giornata che li ha visti vittime di una polemica dura. I loro oppositori, anche del centrosinistra, sostengono che il referendum non a caso è stato condiviso da Berlusconi, lieto che le norme da abrogare aprano la strada a un sistema elettorale bipartitico, che darebbe al centrodestra la maggioranza, anche al di sotto del 50 per cento dei voti.
Segni ha obiettato che basta un solo articolo per ripristinare il Mattarellum. A Nichi Vendola (Sinistra e libertà), avverso al referendum e polemico con Veltroni, Guzzetta ha ricordato che lui è presidente della Puglia grazie al bipolarismo. Il centrosinistra non deve essere vittima di una «sindrome minoritaria», ma deve candidarsi alla guida del paese. Si è anche allarmato per l'ipotesi di un leghista relatore della commissione Rai per regolare la campagna referendaria.
Francesco Rutelli sostiene che il referendum darebbe vita a un «porcellissimo». Gianfranco Pasquino dice che il bipartitismo non si impone con un referendum. Carlo Leoni è per la tesi di Vendola e dice che il referendum sarebbe «un regalo clamoroso a Berlusconi»: la maggioranza andrebbe alla lista vincente, non più alla coalizione che prende il maggior numero di voti.
Antonio Di Pietro è referendario per «scardinare» l'attuale legge elettorale. Mario Barbi spera che il Pd ritrovi l'unità sul ritorno al Mattarellum. Il presidente della Sicilia, Raffaele Lombardo, dice che le regole del gioco vanno scritte in parlamento, «con il massimo consenso possibile». (R.V.)