«Baratta, cemento al posto del polmone verde»

VOGHERA. Per l'amministrazione è una scommessa contro la crisi e soprattutto un antidoto allo spopolamento di una città che nell'ultimo decennio è scesa sotto la soglia psicologica dei 40mila abitanti. Per ambientalisti e opposizione, invece, è l'avvio di una cementificazione selvaggia destinata a distruggere l'ultimo polmone verde all'interno di Voghera. Sta di fatto che ieri sera, in consiglio comunale, è passata la variante urbanistica che permetterà di aumentare del 5 per cento le volumetrie all'interno del cosiddetto 'Parco Baratta", tra i rioni di Pombio e San Vittore.
Quella del 'Parco Baratta" è la più grande operazione urbanistico-immobiliare degli ultimi decenni: 270mila metri cubi di abitazioni da realizzare nel prossimo decennio tra i rioni di Pombio e San Vittore in un contesto di 150mila metri quadrati di verde: mille appartamenti circa per un insediamento teorico di oltre 3mila persone in un'area che la giunta Scotti aveva scelto per realizzare il primo parco urbano pubblico della città. Area che invece l'amministrazione Torriani ha destinato ad espansione urbanistica: prima raddoppiando i coefficienti di edificabilità, ora aggiungendo un bonus del 5 per cento a favore di chi realizzerà abitazioni ad alto coefficiente di risparmio energetico. Un rione pensato per collegare due quartieri oggi separati da campi coltivati, e per far nascere un insediamento residenziale ecocompatibile. «Ecocompatibile perchè la variante arrivata in consiglio comunale consente di aumentare del 5 per cento le volumetrie edificabili soltanto a condizione di costruire case a basso impatto ambientale ed alta efficenza energetica - spiega l'assessore all'urbanistica Massimo Maiola -. Un rione che sarà servito da una centrale di teleriscaldamento dell'Asm per evitare emissioni in atmosfera anche solo per il riscaldamento». Rassicurazioni che non bastano all'opposizione politica che si scaglia contro la possibilità di costruire in una zona destinata in precedenza a parco, e non bastano al gruppo di 'Identità Oltrepo" che avvia una campagna contro la cementificazione del territorio. I manifesti di Identità Oltrepo sono a forte impatto: Bufalo Bill e Toro Seduto allealti contro la cementificazione del territorio. «In cinquant'anni l'Oltrepo agricolo ha perso sotto il cemento e l'asfalto qualcosa come 19mila campi da calcio - spiega il segretario del movimento Cleto Marini -. Il nostro invito è chiaro: nemmeno un voto per chi cementifica un territorio che si sta snaturando un giorno dopo l'altro».
Ma davvero Voghera e il suo hinterland hanno tanto bisogno di nuove case? «Negli ultimi decenni si è costruito molto e troppo spesso si è anche costruito male - commenta il presidente dell'ordine degli architetti Marco Bosi -. E' un valutazione ovviamente a carattere generale che vale per tutto il Paese, ma è un dato di fatto che l'area del Parco Baratta rappresenta per Voghera una sorta di 'central Park", un polmone verde che potrebbe diventare un'area di pregio per tutta la città, non solo per chi ci andrà a vivere. Seppellirla nel cemento non mi sembra un'idea eccezionale». E mentre si discute di un nuovo quartiere residenziale, le altre lottizzazioni 'di peso" arrancano: aspettando che la crisi allenti la morsa, non si vede traccia di progetti per l'ex Hotel Giardino e per l'ex mercato coperto di via Don Minzoni. E allo stesso modo il Comune non riesce a vendere l'ex macello dove una variante urbanistica già pronta permetterebbe di costruire un quartiere imediatamente dopo l'acquisto. Il timore tra gli addetti ai lavori è che troppe case buttate tutte insieme sul mercato finiscano per far crollare i prezzi.