«Pezzani» in crisi, ok al piano per salvarla


VOGHERA. Tecnicamente si chiama «Piano di rientro economico/finanziario». Di fatto è una scommessa difficilissima che, se perduta, porterebbe via la casa di riposo «Pezzani» dal controllo della città. Sta di fatto che, dal 27 aprile, questo piano per arrivare al pareggio di bilancio è sul tavolo della Regione. Li resterà fino al 31 dicembre, quando alla Pezzani i nodi finanziari arriveranno al pettine: «Dovranno esserci i segni di inversione di rotta», ammette il revisore dei conti Guido Marchese. Segni da confermare con il bilancio 2010. Altrimenti l'alternativa sarà umiliante sotto il profilo gestionale: commissariamento.
Il documento è stato approvato nell'ultima seduta urgente del consiglio d'amministrazione della casa di riposo. Non sono mancate le tensioni, interne ed esterne. Interne, con l'astensione del consigliere Giuseppe Melia (Udc), esterne con una dura critica da parte di Rifondazione comunista: «Intanto mi chiedo che fine abbia fatto lo sbandierato progetto della fondazione - ricorda il capogruppo Sergio Vitellini -. C'è poi un serio problema di rappresentanza: l'opposizione sarebbe nelle mani di Roberto Zelaschi, dell'Udeur, ma il suo partito sta per confluire nell'Udc e quindi, a Voghera, nella maggioranza...».
Comunque sia, dopo tanto parlare, ecco il piano. Un piano cosi ottimista e ambizioso da apparire irrealizzabile. A cominciare dalla vendita dell'ex fabbricato di via don Minzoni e dal terreno fabbricabile che dovrebbero rispettivamente rendere (messi all'asta) 2,7 e 1,1 milioni di euro, denaro da impiegare per rendere meno oneroso un mutuo da 17 milioni di euro in 30 anni. Per ora l'asta è andata deserta. E cosi sarà anche per il futuro, secondo molti osservatori: a Voghera, infatti, gli esempi non rassicurano. L'ex mercato ortofrutticolo è stato venduto 2 anni fa, nessuno ha ancora costruito; lo stesso dicasi per l'ex Ariston e l'ex Filvem, cosi per l'ex macello, e cosi infine per l'ex hotel Giardino. Aree ed edifici dismessi (a volte recuperati) che il mercato immobiliare, per ora, non sembra in grado di assorbire. E di invenduto, a Voghera, ce n'è parecchio. Poco spazio, dunque, per la vendita dell'ex Pezzani.
Eppure, nel piano di rientro, si indica esplicitamente l'utilizzo dei 2,7 milioni di euro per la «copertura delle perdite dei due esercizi precedenti», rispettivamente di 284mila e 336mila euro. Non solo. La vendita dei gioielli di famiglia permetterebbe, si legge ancora, di ridurre la rata annua del mutuo da 710mila a 560mila euro.
Nel piano 2009, poi, seguono altri interventi per sanare i conti, anzi, per aumentare i ricavi se non gli utili: 1) L'adeguamento delle rette (per ora congelate): un aumento secco, dal 2010, in linea con le indicazioni dell'Istat; 2) Installazione di pannelli solari per ridurre i costi energetici e ricontrattazione con Asm (+140mila euro; 3) Aumenti accreditamenti Rsa e Cdi (+400mila euro); 4) Ampliamento consultori (+119mila euro). Insomma, un'insieme di progetti per permettere al bilancio, almeno, di avvicinarsi al pareggio. Ma il vero problema restano le rate per pagare il mutuo del nuovo edificio. Un passo più lungo della gamba, senza dubbio, ma che ha fornito migliori servizi agli anziani. Se immobile e terreno non saranno venduti all'asta, davvero sarà difficile far quadrare i conti.

Filiberto Mayda