Perizie, Garlasco se l'aspettava
GARLASCO.La gente se lo aspettava. A Garlasco la richiesta di cinque nuove perizie per fare luce sulla morte di Chiara Poggi arriva a conferma di uno stato d'animo diffuso: «Si è sempre parlato di indizi e della mancanza di prove - la premessa di un residente -, questa è la dimostrazione della debolezza degli elementi a carico di Alberto. Io credo sia stato lui a uccidere, ma se dopo tutto questo tempo siamo ancora a sentire testimoni e a fare sopralluoghi nella casa del delitto, allora sarà molto difficile inchiodarlo».
Tra i tanti colpevolisti uno lo scenario dato quasi per scontato: «Sarà assolto per mancanza di prove, ci metto la mano sul fuoco», ha dichiarato un pensionato a nome di tutti. «Guai a mandarlo in carcere se non si hanno elementi oggettivi - l'intervento di una donna -, tutti pensano sia lui il colpevole, ma se le indagini non sono state fatte a dovere, giusto non condannarlo, sacrosanta la prudenza di Vitelli». E cosi tra giovedi e venerdi di Garlasco sono tornati a parlare i tg e le trasmissioni di approfondimento, a partire da Bruno Vespa con Porta a Porta: «Le reazioni a caldo delle rispettive famiglie sono state di buon senso, grande equilibrio da parte sia dei Poggi sia di Alberto Stasi». La gente ha apprezzato la compostezza con cui i protagonisti della vicenda hanno affrontato quest'altro capitolo giudiziario legato alla morte di Chiara, malgrado «chissà in quali condizioni emotive stanno aspettando il verdetto finale, gli uni e gli altri». Avendo Vitelli smontato l'accusa della Procura di Vigevano, «ho la sensazione che gli errori commessi a poche ore dal delitto non saranno recuperati: cosa possono trovare ancora a casa Poggi? E quali altre simulazioni possono fare che siano già state fatte?».
Simona Bombonato