Cala il Pil e crescono le tasse
ROMA. Cala il Pil e crescono tasse, disoccupazione e debito pubblico. Nessuna schiarita o ripresina quest'anno. Anche la Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica presentata dal ministero di Tremonti conferma la profondità della crisi e ipotizza un lieve miglioramento solo dal 2010. La Relazione prevede il calo del prodotto interno lordo del 4,2% (+0,3% nel 2010) e la crescita del rapporto tra deficit e pil al 4,6%, dato confermato anche per il 2010.
Il debito pubblico che ha ripreso a galoppare quest'anno sarà al 114,3% del pil, salendo al 117,1% nel 2010 e al 118,3% nel 2011. La pressione fiscale crescerà nel 2009 al 43,5%, collegata alla flessione nel 2008 dello 0,7% delle entrate tributarie. L'altro dato molto negativo è quello relativo all'occupazione in calo del 2,6% con un tasso di disoccupazione che si attesterà all'8,6%. Nel 2008 e in questi mesi del 2009 sono stati stanziati 9 miliardi per gli ammortizzatori sociali. La lettura di questi dati ha creato un nuovo fronte tra governo, opposizione e forze sociali. E' preoccupato il leader del Pd Franceschini perché «è una cosa sbagliata dire che siamo già usciti dalla crisi, come è stato sbagliato averla negata per dei mesi». Per Pierluigi Bersani «i dati ci parlano di una situazione pessima» e il governo «induce un pericoloso conformismo nell'analisi della situazione. In realtà imprese e lavoro stanno soffrendo». Il deputato Amedeo Laboccetta del Pdl gli risponde definendolo «un falsario catastrofista che altera la verità». All'attacco anche i comunisti: Ferrero e Sgobio (Prc e Pdci) parlano di dimostrazione «del totale fallimento del governo» e chiedono di dare soldi «agli strati deboli della popolazione». Per Donadi dell'Idv il governo «fa riciclaggio delle risorse» cambiandone di volta in volta la destinazione. La Cgil coglie l'occasione per rilanciare la «convocazione urgente» di un tavolo sulla crisi. (v.l.)