I farmer market conquistano i pavesi

PAVIA.Comprare i prodotti locali al farmer market fa risparmiare il 30% (fonte: Coldiretti) ed emissioni di anidride carbonica perchè invece di andare a prendere le cipolle in Polonia arrivano dai paesi vicini. Ma non tutti hanno il tempo di andare al farmer market, mentre più o meno tutti ricorrono al supermercato. All''Esselunga" di Broni si trovano le mele della val Curone, in alcuni supermercati arrivano i vini e qualche prodotto ortofrutticolo, ma non c'è nulla a segnalarne la provenienza locale se non l'etichetta.
Alcuni coltivatori diretti denunciano il fatto che il rapporto con la grande distribuzione non è sempre facile per questioni di disparità di forze nella contrattazione. La soluzione? Per i produttori delle pesche di Volpedo è quella di mettersi insieme e differenziare il prodotto.
A cercare bene tra gli scaffali dei supermercati c'è il vino di Silvano Pastori o delle Cantine Giorgi, qualche riso prodotto a sant'Alessio o quello di Carena di Sannazzaro, che vendeva già 15 anni fa ed esporta anche fuori dall'Europa. La verità? «Per le piccole realtà il confronto diretto con la grande distribuzione è difficile da reggere», dice Gianenrico Vercesi di Agrimercato.
Lo conferma Elisabetta Castellotti di Cascina Cantafesta, produttrice di riso: «Noi per scelta rimaniamo fuori dal circuito dei supermercati perché fanno loro i prezzi e i pagamenti, schiacciando i piccoli produttori».
E quindi? Chi vuole il riso della cascina di Vistarino deve andare nel punto vendita locale o in quelli provinciali che si riforniscono da loro, nei mercati e nei farmer market. Un'eccezione virtuosa è la cooperativa sociale 'Volpedo Frutta" che vende il 95% dei 30mila quintali di produzione dei suoi 170 soci alla grande distribuzione di Liguria, Lombardia e Piemonte, e tra i suoi acquirenti conta Coop, Bennet, Gs, Gulliver, Iper, Conad e Iper Montebello, senza dimenticare Harrod's a Londra. E riesce ad ottenere un prezzo al produttore molto più vantaggioso rispetto alla vendita nei negozi.
Gianpietro Chiapparoli, responsabile della cooperativa, dice «Se dovessimo portare tutto sul mercato o dai commercianti non guadagneremmo nulla. Con la grande distribuzione l'anno scorso abbiamo spuntato un prezzo di 1,10 al chilo invece che la media nazionale di 0.65, perché suggeriamo di tenere altre pesche e considerare quelle di Volpedo come alta qualità».
Il segreto è differenziarsi: «Cosi c'è la soddisfazione per il consumatore che ha un prodotto migliore appena raccolto, maturo e che non passa dalle celle frigorifere, il produttore si ripaga dell'investimento in qualità, e il supermercato soddisfa il consumatore che in questi anni chiede sempre più prodotti locali».